Ambulanze a sirene «piegate»: «Fermi nelle vie dello shopping»

Nel periodo natalizio autolettighe spesso intrappolate nelle vie del centro. Il 118: «Aumentano anche le chiamate: sono quasi 2mila al giorno»

Corso Vercelli, a un’ora qualunque tre giorni prima di Natale. Da piazza Piemonte svolta a destra un’ambulanza. La sirena è un ululato immobile. E hai voglia a suonare. La strada è satura, la colonna di auto perfettamente statica. Tempo perso, quando il tempo è essenziale. Perché c’è traffico e traffico, e una fila di macchine non è uguale per tutti. Se è solo shopping, non fa differenza. Se è un’emergenza, può costare una vita.
Due minuti, almeno. Di tanto rallentano le operazioni di soccorso in una città in preda alla frenesia dell’acquisto. Dalla centrale operativa del 118 hanno fatto i loro calcoli. «In condizioni normali - spiegano - per un codice giallo o rosso (i livelli più alti di emergenza, ndr), riusciamo a essere sul posto in massimo dieci minuti. Per un codice verde, invece, arriviamo anche a venti-venticinque minuti. Ora questi tempi si dilatano». Perché una Milano congestionata dalla corsa allo shopping rappresenta un ostacolo per l’efficienza del pronto intervento. «I tempi di percorrenza dei nostri mezzi - aggiunge Giovanni Sesana, medico responsabile della centrale del 118 - aumentano in concomitanza del periodo prenatalizio. Non di molto, in realtà. In media un paio di minuti per intervento». Centoventi secondi soltanto, ma in caso di emergenza possono fare la differenza.
«Sotto Natale - prosegue Sesana - tutta la città risente di un aumento generalizzato del traffico. Ma per noi le zone realmente critiche sono quelle del centro, e le vie particolarmente interessate dallo shopping». Dunque corso Vercelli, via Torino, corso Buenos Aires, corso Magenta, via Meravigli, corso Venezia. Il traffico, e le sue conseguenze. Spiega ancora Sesana che «sempre in questo periodo, aumenta sensibilmente il numero dei nostri interventi, gran parte dei quali riguarda proprio incidenti stradali. Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto una media di 1.600-1.700 chiamate, con una punta massima lunedì scorso di 1.932 segnalazioni. È la fase più critica. Poi, trascorso il periodo prenatalizio, la situazione torna alla normalità».
A fronte di una situazione d’emergenza, le contromisure adottate dalla centrale operativa sono nel maggior numero di mezzi impiegati. Alle 24 ambulanze che generalmente sono destinate alla sola Milano, in quest’ultima settimana si sono aggiunti altri sei mezzi. E non è tutto, perché ad incrementare il «parco» vetture ci sono anche le cosiddette «ambulanze a gettone», messe a disposizione del 118 in caso di necessità dalle associazioni di pronto soccorso. «In questo modo - continua Sesana - riusciamo a fare fronte al grande quantità di chiamate che stiamo ricevendo in questi giorni. Dalla “nostra”, inoltre, c’è l’elevato numero di ospedali distribuiti sul territorio della città, che consente di smistare razionalmente i pazienti senza perdite di tempo».
Dunque, ancora qualche giorno di colonne d’auto, strade bloccate e carovane immobili. Poi, tutto come prima. Che per Milano significa comunque fare i conti col traffico. Alla centrale operativa del 118 attendono interventi per migliorare la viabilità urbana. L’invito ai cittadini è di limitare l’uso delle macchine allo stretto necessario, perché «più mezzi pubblici, dal nostro punto di vista, significa strade più libere». L’invito al Comune, invece, è di creare nuove corsie preferenziali e semafori «programmati» per facilitare la circolazione dei mezzi di emergenza.