Ambulanze «vetrina» in centro: infermieri abbandonati in strada

Al freddo e al gelo, sarebbe da dire se non fosse che a venire in loro aiuto, quest’anno, sono le temperature record: mai così caldo come in questo periodo dall’anno dal 1860. «Fortunati», dunque, gli operatori del 118 che montano sulle ambulanze con orario 8 - 20 a piazza della Cancelleria, a San Pietro, a piazza di Spagna e in via dei Fori Imperiali? Piuttosto «graziati» dal clima. Già perchè i loro «guai» sono abbastanza così: dodici ore in strada, ad attendere la chiamata d’emergenza, senza avere locali in cui cambiarsi, lavarsi, pulire mezzi e attrezzature. «Se ci viene da andare in bagno - dicono - dobbiamo chiedere la cortesia a un locale pubblico, a un bar o a un ristorante. Utilizziamo i servizi pubblici indossando, naturalmente, la tuta di servizio, la stessa con cui poi andiamo a soccorrere i malati». Non basta. Dopo il danno, la beffa. «Siamo lasciati in mezzo alla strada. Tra un soccorso e l’altro - raccontano alcuni - non sappiamo che fare. Non abbiamo ambienti in cui riposare. Capita magari che ci mettiamo a leggere un giornale e tocca pure sentirci additare dalla gente che passa. Sì, insomma, non manca mai chi ha la battuta pronta: “Con tutti i soccorsi che ci sono da fare, questi stanno qui a braccia conserte”». Se piove e le divise si bagnano, non ci sono spogliatoi. «Dovremmo rientrare nelle sedi di appartenenza (San Camillo, San Giacomo, San Giovanni e Santo Spirito) per ogni necessità. Ma non c’è alcun nullaosta scritto che ci autorizzi. E se poi succede qualcosa nei pressi della postazione assegnata? Potremmo rischiare persino d’essere accusati di interruzione di servizio». Le postazioni mobili in pieno centro erano state assegnate, inizialmente, agli interinali del 118. Lavoratori che l’azienda, alla fine di un’ingarbugliata vertenza, ha poi liquidato. I più maligni sostengono che la loro creazione sia stata ad hoc: ossia proprio per giustificare allora l’impiego di quegli operatori non vincitori di concorso. Altri che sia un’operazione «vetrina» del 118 in centro per nascondere «buchi» altrove.