Ambulatorio cinese per aborti clandestini

Marzio Fianese

Antinfiammatori, antibiotici, glucosio, ma soprattutto farmaci e tutto l’occorrente per procurare aborti. Li hanno scoperti, all’interno di una pseudo farmacia cinese adibita ad ambulatorio, gli agenti della seconda sezione della squadra mobile. Il locale era situato in via Giolitti 201 all’Esquilino.
Lì, a pochi passi dalla stazione ferroviaria Termini, operava un sedicente medico cinese, specializzato in aborti e nel trovare miracolosi rimedi medicinali venuti dall’oriente. I suoi clienti? Soprattutto cinesi, quasi sempre donne.
Nella «farmacia», sottoposta a sequestro dalla procura della Repubblica di Roma, sono stati trovati anche misteriosi farmaci di produzione cinese, ora al vaglio degli investigatori. Tra questi anche alcune confezioni di sostanze a fase di «Sindenafil», il principio attivo contenuto nel «Viagra».
Nel corso dell’irruzione, gli investigatori guidati da Giovanna Petrocca, hanno sorpreso un ragazzo cinese intento ad acquistare pasticche per consentire alla fidanzata di abortire. Una volta scesi nel bagnetto del retrobottega, gli agenti hanno rinvenuto tamponi, garze macchiate di sangue, aghi e tutto l’occorrente per piccoli interventi ambulatoriali.
Naturalmente il «medico» non possedeva alcuna autorizzazione amministrativa se non quella relativa alla somministrazione di bevande e prodotti per la persona (comunque non medicinali). Vendeva a connazionali ogni genere di prodotti farmaceutici, italiani ma in particolare quelli importanti direttamente dalla Cina: dai normali antibiotici agli antinfiammatori, dal Viagra cinese (che non ha nulla a che vedere con quello normalmente commercializzato) a medicinali ormonali tra cui anche sostanze anabolizzanti. Numerosi i flaconi contenenti soluzione fisiologica e soprattutto le pillole per l’aborto, la cui vendita è assolutamente vietata nel nostro paese. Infine, prodotti per la cura della persona, come bagnoschiuma, saponette, lozioni e creme per capelli, confezioni da erboristeria e tisane.
L’attività principale era comunque quella di rifornire i clienti cinesi di medicinali, in particolare di cortisone e prodotti sanitari ad uso ospedaliero. Una vendita illegale a tutti gli effetti che, secondo gli investigatori, si univa agli interventi ambulatoriali che venivano eseguiti nella farmacia-erboristeria. Per il gestore dell’ambulatorio è scattata così una denuncia per professione abusiva di medico e farmacista.
Non è il primo caso di ambulatorio cinese scoperto all’Esquilino. Tre anni fa gli agenti del commissariato di zona avevano trovato ben due ambulatori clandestini dove, oltre ad acquistare medicinali, si praticava l’aborto.
Dietro questi, uno situato a piazza Dante, l’altro addirittura nel dintorni della capitale, si nascondeva un affollato giro di prostituzione. In realtà spesse volte i laboratori erano il rimedio per gli incidenti di percorso delle giovani squillo dagli occhi a mandorla, quasi tutte minorenni.