Amendola va a caccia di latitanti

L’attore romano al centro di «48 ore» una serie poliziesca che si svolge a Genova

Pier Francesco Borgia

da Roma

Dietro la realizzazione di 48 ore, la miniserie poliziesca con Claudio Amendola e Claudia Gerini che Canale 5 manderà in onda a partire da martedì in prima serata, c’è un’informazione tanto semplice quanto preziosa. A carpirla è stato Angelo Rizzoli, produttore della miniserie diretta dall’esordiente (televisivamente parlando) Eros Puglielli. «Mi trovavo in compagnia del prefetto Antonio Manganelli - racconta il produttore - e gli stavo raccontando che ero alla ricerca di un soggetto adatto per una miniserie poliziesca». È così che il produttore ha scoperto l’esistenza della «Sezione Catturandi». Un ufficio, o meglio una squadra, che opera in ogni questura. Il compito degli agenti che vi lavorano è di catturare pericolosi latitanti. Per rendere più dinamico il racconto, la fiction immagina che nelle prime 48 ore si esaurisce il tempo necessario per catturare la «primula» prima che riesca ad organizzarsi la fuga. Come un tempo si diceva per i delitti («passate le 48 ore ogni crimine rischia di rimanere impunito»): bastano due giorni per cancellare ogni prova.
Ed è in quel lasso di tempo che opera la squadra capitanata da Claudio Amendola. Squadra in cui figurano anche la già citata Gerini, Adriano Giannini (somigliante ad un Serpico ingentilito dal senso dell’ironia), Massimo Poggio (che sarà sempre in tv con lo sceneggiato Questa è la mia terra) e Mimmo Mignemi. Del cast fanno parte anche Rita Rusic (al suo ritorno davanti ad una telecamera dopo le parentesi di produttrice e di cantante rock) e Luigi Maria Burruano (nei panni di un pericoloso boss mafioso).
La serie è stata girata interamente a Genova. E, in fondo, il porto vecchio, con i suoi carrugi, il mare, i depositi abbandonati e i vicoli scuri del centro storico, connotano profondamente questa serie tv costata nove milioni di euro. «È stata una bella soddisfazione - commenta Rizzoli -, ma quanta fatica! Dalla città non abbiamo avuto alcun aiuto. Nemmeno la più piccola agevolazione. E pensare che abbiamo dato lavoro a tanti giovani attori liguri e, insomma, un minimo di indotto lo abbiamo pur creato». La «squadra catturandi», spiega il giovane regista (classe 1971), è un ottimo stimolo narrativo. «Agli uomini della “Catturandi” - aggiunge Puglielli, autore per il cinema del thriller Occhi di cristallo (2004) - è necessario sapere tutto dei ricercati: il loro passato, i legami che hanno, perché sono fuggiti ed eventuali traumi».
Dai tempi della Scorta (1993) a oggi Amendola ha vestito molte volte i panni del tutore dell’ordine e ci scherza sopra. «In 48 ore sono un vice questore - racconta l’attore, attualmente impegnato sul set della sit-com I Cesaroni -. Ho fatto carriera. Magari tra qualche hanno mi faranno anche ministro degli Interni». Nel futuro della Gerini invece non ci sarà la tv. «Per adesso vado in vacanza - racconta l’attrice, che in autunno vedremo nel nuovo film di Tornatore La sconosciuta -. Alla fine di agosto inizieranno le riprese di un film di un giovane regista italiano».
Con tanti colpi di scena, suspense, ritmo serrato e tanta adrenalina, 48 ore ambisce a catturare il pubblico che ha fatto la fortuna di serie come CSI e 24 ore. Insomma un poliziesco di nuova generazione.