Americana a giudizio per il rogo al «Parco dei Principi»

Il gup ha prosciolto l’altra turista statunitense Rito abbreviato per tre amministratori dell’hotel

Incendio colposo aggravato e omicidio colposo. Sono queste le accuse alle quali dovrà rispondere a partire dal 18 giugno prossimo Rachel Lynn, 27 anni, la turista americana accusata di aver provocato il rogo all’Hotel Parco dei Principi. L’altra statunitense, Tracey Elizabeth Bouldoukian, 28 anni, è stata invece prosciolta «per non aver commesso il fatto». Queste le disposizioni del gup Maria Luisa Paolicelli nei confronti delle due donne, accusate dell’incendio in cui il primo maggio 2004 persero la vita tre persone.
Secondo la ricostruzione del pm Giuseppe Andruzzi le due dopo essere rientrate all’alba nella loro stanza all’hotel, avrebbero svuotato il portacenere, contenente mozziconi di sigarette non spenti, nel cestino dei rifiuti ubicato vicino la tenda della porta finestra, dove c’era del materiale combustibile. Quindi, una volta insorto l’incendio, invece di fare qualcosa per impedire il propagarsi della fiamme, si sarebbero allontanate dalla stanza.
Altre tre persone, imputate della stessa vicenda, dipendenti o amministratori dello stesso hotel, hanno scelto di essere giudicate con rito abbreviato il 4 maggio prossimo. Si tratta di Antonietta Bartoletti amministratrice formale e legale rappresentante della società proprietaria dell’albergo, per la quale il pm ha chiesto una condanna a due anni e otto mesi di carcere, Roberto Naldi (per lui il pm ha chiesto 4 anni) quale amministratore di fatto all’epoca e di Carla Giuseppina Milos, direttore dell’albergo nonché capo della squadra di emergenza aziendale all’epoca dei fatti.
Ai tre viene contesto di aver omesso di predisporre un adeguato piano di emergenza per l’evacuazione dell’edificio in caso di incendio e per l’adozione di cautele dirette ad impedire la propagazione delle fiamme. Inoltre, secondo l’accusa, avrebbero dotato l’albergo di arredi altamente combustibili, nonché di infissi, rivestimenti e tramezzi in materiale ligneo non trattato con prodotti ignifughi, non avrebbero esposto nelle singole stanze istruzioni agli utenti in caso di incendio e non avrebbero fatto installare un impianto idrico antincendio. Tra le altre accuse anche quella di non aver ottenuto né il rilascio del certificato di prevenzione incendi né il nulla osta provvisorio previsto per legge, non avendo consegnato ai vigili del fuoco la documentazione tecnica richiesta.