Amianto e oli esausti abbandonati in campagna

Bancali in legno, elettrodomestici, olii minerali, amianto, tutto buttato alla rinfusa nel fontanile, uno di quei raffioramenti spontanei delle acque di falda tipici della pianura padana. Ancora sconosciuti gli autori del gesto incosciente, in grado di causare un pericoloso inquinamento, tanto che al momento l’autorità giudiziaria procede a carico di ignoti per «disastro ambientale». Le indagini del Nucleo ambiente e dal Nucleo problemi del territorio della Polizia locale, attivate dalla segnalazione di alcuni residenti, hanno portato anche al sequestro di due aree e di una decina di fusti tossici. Le due zone poste sotto sequestro si trovano al limitare delle campagne, costellate di attività più o meno regolari di rottamazione e carrozzeria e di baracche con extracomunitari. In particolare, in via San Dionigi 107, i rifiuti sommergevano uno specchio d’acqua di circa 400 metri quadrati, invaso da bancali di legno, televisori, fusti in metallo e da circa 500 litri di oli minerali. Nell’adiacente via Fabio Massimo 36, invece è stato trovato uno smaltimento abusivo di Eternit.