Amianto nel capannone, causa al Comune

Oltre un milione di euro, per il danno «biologico, esistenziale e morale». È il maxi-risarcimento che un fotografo milanese chiede al Comune per i danni subiti dall’amianto. Umberto Torramacco, 52 anni, dal 1991 è il titolare di uno studio che opera tutt’oggi al piano terra in via Stendhal 30, a circa tre metri e mezzo di distanza dall’ex area Ansaldo. Il laboratorio fotografico è vicino al capannone 24, il cui tetto era composto da una percentuale del 25 per cento di cemento amianto, compatto e friabile. Nell’esposto notificato in tribunale già lo scorso febbraio, l’uomo denunciava che a causa dello sfaldamento delle coperture, le microfibre di amianto disperdendosi nell’aria si infiltravano nei locali di sua proprietà, e a questo attribuisce il cancro polmonare che gli è stato diagnosticato nell’ottobre del 2005 e che lo ha costretto a subire un intervento chirurgico e poi cicli di chemio e radioterapia dal 2006.
Gli avvocati del fotografo nell’atto sostengono che il Comune deve essere condannato al pagamento dei danni biologici, esistenziali e morali: la responsabilità delle patologie sarebbe da attribuirsi all’amministrazione per «omissione di custodia» e «colpevole inerzia nella bonifica del tetto». Palazzo Marino corre ai ripari. A maggio il direttore del settore tecnico Cultura, esaminati tutti gli atti d’ufficio, ha presentato un rapporto in cui fa presente che il capannone è stato bonificato nel gennaio 2009, e ha chiesto all’avvocatura comunale di opporsi alla richiesta di risarcimento perché non è provato il nesso causa-effetto tra la vicinanza dello studio all’ex Ansaldo e la malattia che ha colpito il fotografo. Nei giorni scorsi, la giunta ha approvato la delibera per costituirsi in giudizio contro il maxi-risarcimento, chiamando in causa anche le società assicuratrici che tra il ’91 e il 2006 (quando Torromacco ha subito intervento e cure) avrebbero dovuto coprire il rischio da esposizione di amianto: il Comune era assicurato per la responsabilità civile verso terzi.
Un piano di bonifica - da otto milioni e mezzo di euro - per rimuovere l’amianto residuo in alcune scuole della città è contenuto nel piano triennale delle opere pubbliche approvato venerdì dalla giunta. Si tratta di 58 progetti per un totale di 363 milioni di euro che l’amministrazione dovrà considerare come prioritari nella costruzione del bilancio 2011. Tra i lavori pubblici messi in elenco, la segnaletica stradale per l’estensione del gratta e sosta e la creazione di corsie riservate (per 12 milioni di euro), il restauro delle sponde dei Navigli (700mila euro), la costruzione di un polo scolastico in via Strozzi (25 milioni).