Amianto nelle ex caserme confinanti con la scuola, alunni a rischio cancro

I genitori degli alunni dell'istituto Villa Flaminia hanno chiesto l'intervento del giudice. Il Tribunale deciderà il 4 giugno se imporre alle autorità competenti la rimozione del pericoloso materiale dai tetti degli edifici vicini.

Venticinquemila metri quadri di eternit-amianto a dieci metri dalle aule in cui studiano 1.200 bambini del Villa Flaminia, una delle scuole più prestigiose della capitale, al Flaminio. Da oltre due anni i genitori dei ragazzi si battono per ottenere la rimozione del materiale altamente cancerogeno, e per questo vietato in Italia dal 1992, che mette a rischio la salute dei loro figli e quella degli abitanti del quartiere. Ora la questione è finalmente approdata in Tribunale. L'udienza, già fissata il 7 luglio, è stata anticipata al 4 giugno proprio per l'urgenza del caso. Il giudice potrebbe imporre all'Agenzia del Demanio, alla presidenza del Consiglio e ai ministeri della Difesa e dell'Interno di rimuovere l'amianto che copre i capannoni delle ex caserme militari di via Guido Reni, confinanti con l'istituto. «La pericolosità del materiale - spiegano i genitori - è stata certificata da una perizia eseguita su disposizione del Tribunale dall'università di Tor Vergata. Dalle analisi è emerso che, usando il punteggoo da 21 a 27 adottato dall'Organizzazione mondiale della sanità, i bambini del Villa Flaminia sono sottoposti ad un livello di rischio 25, che impone la rimozione del materiale tossico entro sei mesi». La perizia ha dimostrato che la copertura delle ex caserme è in stato di disfacimento e la dispersione nell'aria dell'amianto è già cominciata. Già nel maggio del 2007 i genitori scrissero al sindaco Walter Veltroni, al prefetto Achille Serra e alle istituzioni competenti segnalando il pericolo e chiedendo di verificare la situazione. Fu tutto inutile. Soltanto dopo che le loro denunce finirono sui giornali le autorità cominciarono ad interessarsi al problema. Nel dicembre del 2007 l'allora ministro della Difesa Arturo Parisi sollecitò l'affidamento dell'appalto per la completa rimozione dei manufatti. Appalto che venne assegnato ad una ditta nel febbraio successivo. Ma da allora i lavori non sono mai partiti. Per questo i genitori degli alunni del Villa Flaminia, sempre più preoccupati per la salute dei loro ragazzi, si sono rivolti al Tribunale civile con un ricorso d'urgenza.