Amici e parenti di Chiara sfilano dal Pm

nostro inviato a Garlasco (Pavia)
In attesa di una possibile svolta prevista per oggi, l’iscrizione di un nome nel registro degli indagati, sono proseguiti anche ieri gli interrogatori dei carabinieri per cercare di fare luce nel delitto di Chiara Poggi. Gli investigatori infatti vogliono avere un quadro completo di tutti gli amici della vittima e soprattutto del tipo di relazioni con ciascuno di essi, in cerca di un movente.
La ragazza è stata massacrata lunedì mattina, tra le 9 e le 11, nella villetta di via Pascoli 8 a Garlasco. Ha aperto all’assassino solo perché lo conosceva: era infatti in pigiama e, dato il suo carattere riservato, mai avrebbe accolto un estraneo. D’altro canto l’assassino sapeva che l’avrebbe trovata sola, perché genitori e fratello erano in vacanza. Dunque un delitto maturato nel giro delle sue strette conoscenze. Anzi in paese. Due testimoni hanno infatti visto in orario compatibile con il delitto, una bicicletta, forse usata dal killer, appoggiata alla ringhiera di casa.
Quindi qualche indicazione sul possibile assassino deve arrivare da parenti e amici. Che vengono interrogati ripetutamente. Come il fidanzato Alberto Stasi, 24 anni, l’ultimo ad averla vista domenica sera, che ha trovato il cadavere lunedì alle 14. Il ragazzo è stato sentito tre volte per un totale di 26 ore. Un paio di volte è stata anche sentita la cugina di Chiara, Stefania Cappa, 23 anni. E ieri è toccato ad altre persone tra le quali alla madre di Stefania, ascoltata al comando compagnia di Vigevano.
I sospetti si restringono a poche persone e forse per qualcuno sarà necessario effettuare quelli che in termini giuridici si chiamano «atti irripetibili» per i quali è necessaria la presenza di un avvocato difensore. L’eventuale iscrizione di questo o quel nome, in altri termini, più che un indizio di colpevolezza, sarebbe un atto dovuto da parte del pm di Vigevano Rosa Muscio per proseguire le indagini.