Gli amici italiani di Hezbollah scendono in piazza

Molti «fedeli» sono ex estremisti sia di destra sia di sinistra

Fausto Biloslavo

«Con il Libano, il suo popolo, la sua Resistenza» e contro «la criminale aggressione americano-sionista» è lo slogan della manifestazione, che si svolgerà domani a Milano per la prima volta, degli sciiti italiani.
La Resistenza, con la «R» volutamente maiuscola è riferita alle milizie sciite di Hezbollah spalleggiate da Siria e Iran nel conflitto contro Israele. La manifestazione è stata indetta dall’associazione islamica Imam Mahdi. «Invitiamo tutte le persone sincere e amanti della giustizia a testimoniare attraverso la propria presenza il loro sostegno, vicinanza e solidarietà al Libano, al suo popolo e alla sua Resistenza», scrivono gli sciiti di casa nostra, aprendo il comunicato con la solita formula nel «nome di Dio clemente e misericordioso». Non solo: l’associazione Imam Mahdi, una delle figure mitiche del mondo sciita, invita «tutto il popolo italiano a esprimere il proprio sdegno nei confronti della criminale aggressione americano-sionista contro uno Stato sovrano e il silenzio complice dell’Onu e della cosiddetta comunità internazionale».
Il corteo degli amici italiani di Hezbollah dovrebbe partire da piazza San Babila, per poi raggiungere piazza Missori, nel centro di Milano, e fermarsi a manifestare davanti al consolato libanese. Nei giorni scorsi gli sciiti d’Italia hanno lanciato altri proclami ribadendo con orgoglio che i guerriglieri Hezbollah «sono stati capaci di infliggere al nemico colpi durissimi che non hanno nessun precedente nella storia dell’autoproclamatosi Stato d’Israele».
L’associazione Imam Mahdi, nata nel 2004, ha sede a Roma ed è composta in gran parte da italiani convertiti all’islam sciita. Un suo anonimo rappresentante spiega su internet che «ha un carattere nazionale avendo membri praticamente in tutta Italia, dalla Sicilia alla Lombardia». Nella capitale la comunità sciita ha aperto anche il Centro culturale islamico europeo molto attivo nella pubblicistica e nei corsi legati al mondo sciita.
Gli sciiti italiani sono alcune centinaia, che non è poco tenendo conto della stragrande maggioranza sunnita fra i convertiti. Molti provengono da esperienze politiche sia di estrema destra che di estrema sinistra già marcatamente antiamericane e antisioniste. La nebulosa sciita italiana fa parte dell’internazionale filo-iraniana Ahl al Bait (Gente della Casa, riferita alla famiglia del profeta). Il punto di riferimento nel nostro Paese degli sciiti italiani è l’ambasciata di Teheran presso la Santa Sede.
Con gli scontri nel Paese dei cedri, gli sciiti dell’Imam Mahdi si sono mobilitati subito nella raccolta di fondi a favore del Libano. Gli sciiti italiani invitano ad aprire il portafoglio «per attenuare l’atrocità e la disumanità della situazione che incombe su questo popolo martoriato dai sionisti». I seguaci dell’Imam Mahdi hanno invitato i correligionari a veicolare il denaro attraverso l’Associazione Solidarietà Rifugiati e Immigrati (Asri). Una strana onlus, che a fine luglio aveva organizzato a Milano un presidio-banchetto per la raccolta di fondi, in cui si gridavano violenti slogan anti Israele. L’Asri ha anche aderito, assieme a tutti i partiti dell’Unione (dai Ds alla Margheritra fino a Rifondazione), al Leoncavallo e ad altre sigle no global, alla fiaccolata del 25 luglio nel capoluogo lombardo «affinché tacciano le armi in Medio Oriente».