Amici di letto? Faticoso più del matrimonio

È nelle sale il film-manifesto del nuovo trend sentimentale. Attenti alle controindicazioni...

Ma esiste davvero? Funziona? E come? Sono domande che si pongono in tanti, e non solo perché siano persone vecchio stile. No, è che il fenomeno sociale del momento pare sia quello degli «amici di letto», traduzione di un’espressione che in italiano suona un po’ più volgare (si può fare una ricerca su Google, oppure ricordare alcuni libri di Fabio Volo) e di un’altra che in inglese suona un po’ più ironica, cioè «friends with benefits», amici con qualche extra da offrire, come le aziende per allettare i dipendenti. Un plus di intimità sessuale. Anzi soltanto quella, in realtà, perché il cuore è bandito dalla faccenda come il mascarpone nelle diete.

Niente di nuovo, si potrebbe pensare, ma di nuovo invece c’è la definizione del fenomeno, che anzi vorrebbe farsi categoria, apre discussioni, dibattiti, forum su internet, dove appunto si trovano i dubbiosi con le loro domande sulla questione. Incerte o intricate, a seconda della dimestichezza. Ma soprattutto la realtà dei «fwb» (meglio l’acronimo anglosassone: «amici di letto» sarà una locuzione nuova, ma piuttosto triste, sembra «vicini di casa», o «compagni di banco», roba trita e banale, e forse non a caso) è sostenuta, anche a livello di marketing, da due commedie hollywoodiane, una uscita da pochi mesi, Amici amanti e... (con una attrice raffinata come Natalie Portman), l’altra che è arrivata ora nelle sale, Amici di letto. Istruzioni per l’uso. Se non altro il tema è chiaro. Non è così cristallino lo svolgimento, però.

Lo raccontano bene i due film, che essere «fwb» non è semplice, niente di più lontano dalla leggerezza sbandierata della non-relazione. E infatti, in entrambi i casi, i due amici con rapporto «puramente sessuale» finiscono per scoprire di essere diventati qualcosa di più l’uno per l’altra, di avere infranto le regole della categoria e di essere sconfinati in un fenomeno molto più classico, tradizionale e démodé: l’innamoramento. Vedi che caso. Di recente, una ricerca fra gli adolescenti italiani ha svelato che i giovani cercano il sesso più che l’amore: sette su dieci pensano proprio che non ci sia bisogno di sentimento, per finire sotto le stesse lenzuola.

La chiamano «amicizia sessuata», con linguaggio da psicologi (un altro sinonimo dei «fwb»: se ci sono così tante parole per definirla, significa che qualcosa, sotto sotto, c’è davvero; o che si cerca di vendere aria fritta?).
Il problema dell’«amicizia sessuata», comunque, emerge facilmente dai forum e dai dibattiti sull’argomento. Per esempio il sito «Qnm» ha redatto un manuale per l’uso - letteralmente - dell’amico coi benefit: non deve essere geloso; non deve avere un rapporto esclusivo; nessuna frequentazione extra camera da letto (niente cene, apertivi); poche uscite in pubblico; niente vacanze insieme; nessuna conoscenza in comune, né amici né, figuriamoci, i familiari; spazi domestici ben separati.

Lo ribadisce la blogger Lisa Rosso, in rete Bigbabol, che dai suoi diari on line ha pubblicato anche un libro (Single, ma non sola) e ha affrontato il tema dai primordi: «Non si esce al cinema, non ti porta a cena fuori, non sa praticamente niente della tua vita». Ultimo limite: «Un’amicizia che finisce quando uno dei due si fidanza». Il perché è ovvio. E a questo punto il problema è chiaro: le regole. Troppe, equilibristiche, impossibili. Inspiegabili, pure: perché non uscire con un amico? Il mondo dell’amicizia col surplus è labirintico. Più cervellotico di un matrimonio finito sul lettino dello psicanalista. C’è gente su internet che chiede, a proposito del «fwb»: «Fa il geloso, che faccio?»; «Ma può diventare il fidanzato?»; «Mi sto innamorando di lui.. e ora?»; «Ma è esclusivo?». Fino al patetico: «Non riesco a trovarne uno» (in realtà è solo scampato dai guai). Meno male che doveva essere una ventata di leggerezza: più complicati di così, c’erano solo Harry e Sally, i due pilastri dell’amicizia-amore al cinema. Ma almeno Billy Crystal e Meg Ryan non si vergognavano di essere romantici.