«Amici miei» di una volta: cinque attori nell’era Medici

Ci vuole coraggio ed un po’ di incoscienza ad andare a stuzzicare un cult come Amici miei. Un’intera generazione è cresciuta a base di supercazzole del conte Mascetti (Ugo Tognazzi); cercare, in qualche modo, di riesumarle, anche per interposta persona, sembra, più che un azzardo, uno scherzo degno della saga di Germi (il progetto originale era suo), Monicelli e Loy. Eppure, Neri Parenti, ha sfidato tutto questo proponendo, quest’anno, questa sorta di prequel dal titolo Amici miei... come tutto ebbe inizio che, pur ambientato al tempo dei Medici, prova a rinverdire l’essenza dei cinque amici che non si rassegnavano al sapore amaro della vita, esorcizzando la morte e fuggendo dalle responsabilità della vita adulta prolungando, alla loro maniera, la giovinezza spensierata.