Gli amici di Nicola: "Aggrediti alle spalle"

Uno degli amici di Tommasoli racconta la brutale aggressione di Verona: "Non ci davano le botte, non dicevano niente.
Erano delle bestie, non c’è un motivo né niente, alle spalle, se Nicola si girava probabilmente
non era lì, si poteva difendere, avrebbe avuto qualche botta ma essendo alle spalle non puoi
proteggerti"

Verona - "Erano delle bestie, non c’è un motivo né niente". Così un amico di Nicola Tommasoli racconta la brutale aggressione di cui anche lui, insieme ad un terzo amico, è stato vittima a Verona: "C’erano i ragazzi noi stavamo passeggiando ci chiesero una sigaretta anche con un tono un po' strano. Noi abbiamo risposto di no e abbiamo continuato a camminare per la nostra strada senza fermarci. Quando ho fatto per girarmi questo ce lo avevo già addosso e mi ha sferrato subito un pugno da lì è cominciato tutto - ha raccontato l’amico di Tommasoli a Studio Aperto - due minuti di panico, faccio fatica adesso perché ho preso tante botte, mi tiravano per i capelli, sono caduto più volte, ho cercato di difendermi come potevo, per fortuna mi sono girato altrimenti potevo esser lì al posto del mio amico".

"Cosa ci dicevano? No non ci dicevano insulti, non ci davano le botte, non dicevano niente. Erano delle bestie, non c’è un motivo né niente, alle spalle, se Nicola si girava probabilmente non era lì, si poteva difendere, avrebbe avuto qualche botta ma essendo alle spalle non puoi proteggerti", aggiunge il giovane che conclude: "È stata una brutta cosa, non so se mi riprenderò, era il mio migliore amico". Affermazioni analoghe dalla terza vittima dell’aggressione: "Quasi senza accorgercene siamo stati aggrediti picchiavano in modo selvaggio come se sapessero che con queste azioni provavano gioia, Nicola era già svenuto, a terra ansimante, non dava segni di risposta. Lei ha mai visto un ragazzo morto? Per me è stata la prima volta".