GLI AMICI DEL PD

Non si capisce perché la sinistra del nascituro Piddì si strappi le vesti. Francesco Caruso, da no-global comunista parla la stessa lingua dei brigatisti rossi ed esalta gli assassini di Marco Biagi e Caruso è l’alleato che quella sinistra si è scelto. Caruso è una vergogna del Parlamento? Non c’è dubbio. Dovrebbe essere cacciato da Montecitorio per iniziativa dello stesso Presidente Bertinotti che lo mise in lista? Verissimo. Ma ciò non spiega perché la sinistra ieri abbia fatto le mostre della sorpresa e dell’indignazione. Francesco Cossiga ha detto di trovare normale che il presidente della Repubblica avesse ringraziato pubblicamente Beppe Grillo per un suo libro in cui Marco Biagi viene indicato come la causa del precariato e delle sue odiose conseguenze. E così come ha ragione Cossiga a dire che Napolitano è un coerente comunista convenendo con Beppe Grillo quando attacca Marco Biagi perché riformatore della società capitalistica, nello stesso modo noi diciamo che la sinistra del futuro Piddì non ha alcun titolo per scandalizzarsi.
Qui tutti fanno il loro mestiere. E lo fa anche Francesco Caruso quando in modo abominevole dichiara che se sono morti due operai, Marco Biagi con Tiziano Treu merita il titolo di assassino. Poi Caruso ha cercato di aggiustare l’infamia dicendo che Biagi e Treu con le loro riforme consentono agli assassini di assassinare benché uno dei due sia sepolto perché assassinato. Una correzione codarda, ma demenziale. Che le persone con un senso della morale si ribellino di fronte al linguaggio sciacallesco e canagliesco di Caruso è normale nel senso sia morale che logico. Ma che la sinistra del Piddì sceneggi sia la sorpresa che lo scandalo, è miserabile. Che cosa vuole, per esempio, la ministra Rosy Bindi che ha fatto il viso dell’arme contro Caruso? Sapeva benissimo, come sapevano tutti in questa vecchia sinistra che vuole passare per nuova che quando hanno accettato di chiudersi nello stesso sacco con gli amici delle Brigate rosse e dei terroristi islamici pur di fare maggioranza, commettevano un delitto sulla pelle degli italiani.
Caruso con il suo repellente linguaggio vilipende un morto e aggredisce un politico in nome di una ideologia nemica della democrazia, ma è coerente. Invece, la sinistra prodiana dalemiana veltroniana mastelliana dipietresca che all’etico grido albertosordesco di «piatto ricco mi ci ficco» si è accordata col diavolo per ottenere la conquista risicata del potere, dovrebbe tacere per pudore e non tentare di mescolare la sua ipocrisia con la nostra indignazione. Caruso era compreso nel prezzo e quel prezzo lo paghiamo noi italiani normali, insieme alla famiglia di Marco Biagi che è un nostro morto. È comprensibile che adesso la sinistra del Piddì cerchi di prendere le distanze, ma per quello non bastano le parole: occorrono i fatti, la rottura della maggioranza, le dimissioni del governo. Diversamente, ognuno stia con i Caruso che si è scelto e si prepari a pagare il conto sia della vergogna che della disfatta.
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