Amici, quando i poveri vanno in paradiso

I blu, martoriati da giudizi a senso unico, vincono una gara in salita; i bianchi piangono la vittoria sprecata e l'uscita di Silvia. Mario scala la classifica, Martina vince la prima sfida e fa il pieno di elogi sul musical. E ora le squadre si giocano l'immunità per mercoledì

La vittoria a tavolino si è trasformata in una sconfitta bruciante. Ad «Amici» si è chiusa così Gara-sei per i bianchi: demoliti. Ma ciò che è peggio, demoliti dalla loro stessa sicurezza, che era poi quella di tutti: spettatori, concorrenti e forse insegnanti. Già, perché era la sera della punizione esemplare: il ballerino blu Pedro doveva pagare per il suo gestaccio; la situazione numerica delle due squadre doveva tornare in pari (4-4); i blu, brutti e cattivi, dovevano ricevere il loro bagno di umiltà. E le premesse c'erano tutte: immunità in mano ai bianchi, prove che li favorivano per inclinazioni attitudinali, due sfide in cui Pedro si sarebbe esibito (per non penalizzare l'artista, secondo il volere dei bianchi) ma senza essere votato a vantaggio di Alice, sua sfidante, che sulla carta poteva fare il pieno di tele-voti. La prova staffetta che mette in pole position il team al via, scelto a giudizio insindacabile della commissione che, otto contro tre, dà l'opportunità ai bianchi. Insomma, un rigore senza portiere. Mancava solo l'eliminazione fisica dei blu e il gioco era fatto. La nemesi, magicamente compiuta. È finita invece che i bianchi, dopo le prime due prove vinte si sono fatti superare dai blu in lenta ma costante ripresa. È finita nel trionfo blu e in una nomination non preparata: Silvia. È finita con un'immunità non assegnata dalla squadra bianca, convinta di non averne bisogno perché sicura di trionfare. È finita nel pianto. È finita che la commissione non salva Silvia. E Silvietta, cantante brava, ma ragazza lamentosa, poco simpatica, biliosa e ingiustificatamente ansiosa di vedere soccombere Martina, la «piccola Mina de noantri», esce prima della sua odiata rivale. È finita che Jurman si infervora in una difesa d'ufficio comprensibile ma c'est la vie. Pardon, c'est «Amici». Quegli stessi che avevano salvato concorrenti mediocri cacciando chi valeva di più. Quegli stessi insegnanti che hanno fatto della partigianeria lo spirito dei loro giudizi, non l'esame obiettivo di chi merita. E il pubblico ha punito tutti e tutte le ingiustizie. Alice, che nessuno ha compreso perché dovesse ricevere in dono il diritto di capitalizzare in termini di tele-voto i mancati consensi a Pedro, stoppati per la punizione, penalizzando la squadra blu che di gestacci non ne ha fatti a dispetto del singolo. Alice è rimasta a secco di voti e ha concluso ultima in classifica. Solo Maura e Garrison l'hanno salvata, affondando Silvia e regalando il sorriso ai blu, finalmente liberati da chi aveva sempre sputato veleno su di loro. Ma Jurman non ha deposto la speranza: ha chiesto la riammissione di Silvia e il pubblico, infuriato perché si è sentito irriso, ha fatto partire la controffensiva: una raccolta di firme per bocciare la riammissione di Silvia ad «Amici». Per chi volesse aderire il sito è: http://www.firmiamo.it/sign/petition/perlanonriammissionedisilviaolariadamici che in serata aveva già molti contatti. Hanno vinto i poveri, insomma, quelli tempestati da tutti. Non è un caso se tra i bianchi ha prevalso solo Mario (ora anche primo in classifica), se Luca dopo mille inutili polemiche che hanno sfiancato insegnanti e telespettatori non ha vinto nemmeno una sfida, se Martina sempre vittima nei confronti della preponderante Silvia ce l'ha fatta proprio contro di lei su una canzone non «sua». E ora? Beh, ora si ricomincia a piangere, ovviamente. L'hanno già fatto i bianchi che, in un impeto di autocritica, si sono accorti di aver pestato troppo il piede sulle polemiche passando da vittime a carnefici. L'ha fatto la «piccola Mina» che dopo l'eliminazione di Silvia si è chiesta chi ora litigherà con lei. Ma le è tornato il sorriso: se farà la brava e sfiderà se stessa può andare avanti. Moderata e misurata, cercando di dare sempre un po' di più. Alla... Mario, insomma. Alla chetichella in cima alla classifica. Due volti, due nomi, due squadre ma simili caratteristiche, non ultima quella di essere i migliori, tra gli otto rimasti, nella recitazione e nel musical. Un'arma in più per combattere, un'arma in più per vincere, un'arma in più per far brillare il tele-voto. Oggi e sempre, ma soprattutto mercoledì, dalle 21 in avanti. Intanto arrivano ore cruciali: domani e domenica si deciderà l'immunità, naturalmente si piangerà l'uscita di Silvia (melodramma ormai consueto), ci sarà lo scontro in studio con i tifosi delle opposte fazioni, e la solita sarabanda di accuse da videobox e non solo. Poi tutti al lavoro: i blu per continuare a vincere e difendere la loro presenza collettiva nel programma (è la squadra più unita e coesa della storia di «Amici»), mentre i bianchi cercheranno di accaparrarsi tutte le carte per vincere Gara-sette e ridurre il gap dagli avversari. Ma forse stavolta si partirà alla pari...