Amiu e profumo: «Meglio fare i doppi turni»

Roberta Bottino

Profumo di pino balsamico e acqua limpida e potabile di sorgenti di montagna. Sembrerebbe di essere tra le verdi valli del Tirolo, in realtà siamo a Genova e queste novità arrivano da Amiu. Peccato però, che questo nuovo modo d'indorare l'amara pillola della salatissima tassa sui rifiuti, non piaccia ai genovesi. Il consigliere comunale di Alleanza Nazionale Aldo Praticò ritiene che la nuova «campagna di pulizia estiva» dell'Amiu sia all'insegna dello spreco e dell'inutilità.
«Invece di pensare a spruzzare il profumino - dice Praticò -, sarebbe più opportuno che nei prossimi mesi gli operatori ecologici facessero un doppio turno di pulizia dei cassonetti. La spazzatura col caldo emana una forte puzza e quindi sarebbe meglio che venissero liberati i bidoni dell'immondizia sia di giorno che di sera, in questo modo si eviterebbe l'odore nauseante e la sporcizia che porta con sé anche animali e topi».
Il consigliere di Alleanza Nazionale già in passato aveva ventilato questa ipotesi in sede di consiglio comunale al Sindaco e alla Giunta, senza però ottenere alcuna risposta. L'unica cosa certa, è il denaro che i cittadini sono costretti a sborsare facendo lunghissime code davanti agli sportelli della Gest Line in via D'annunzio per pagare la Tarsu.
«2900 persone - continua Aldo Praticò -, si sono viste lo scorso anno multare per aver buttato via la spazzatura fuori l'orario consentito. Per non parlare dei continui aumenti che la tassa sui rifiuti di anno in anno subisce. È inutile far vedere durante i mesi estivi ai genovesi che si profumano le strade con l'odore di pino balsamico perché sicuramente i contribuenti sarebbero più felici di risparmiare».
L'assessore al bilancio del Comune di Genova, Luigi Liccardo, dice che l'Amiu deve pur fare degli investimenti come li ha sempre fatti anche in passato. «Nell'ambito della previsione di spesa inerente al 2006 - dice Liccardo -, discuteremo e decideremo quali siano effettivamente i costi di Amiu e quali sia giusto vengano pagati dalla collettività attraverso la tassa».