Ammanettato a un palo, aperta un’inchiesta

Bufera sul commissariato di viale Romagna a Monza. Prima la foto di un arrestato ammanettato ad una colonna dell’ingresso ed abbandonato a se stesso. Poi l’inchiesta della magistratura che ipotizza il reato di abuso di autorità. Fascicolo per ora contro ignoti, ma che ben presto si riempirà di nomi e cognomi. Niente male per una struttura che si appresta tra pochi mesi a diventare questura dopo la proclamazione della Brianza a Provincia.
Le celle di sicurezza sono inagibili da anni perché fuori norma ed usate come deposito della droga sequestrata ed allora capita che gli arrestati finiscano per passare la notte agganciati alle colonne dell’atrio. La denuncia, con tanto di fotografia, del sindacato Siap non solo ha messo nei guai dirigenti e agenti, ed è finita sul tavolo del procuratore capo Antonio Pizzi che condurrà personalmente l’indagine per scoprire gli autori della «trovata». Ieri mattina sono arrivati nel suo ufficio di piazza Garibaldi i vertici del commissariato per essere sentiti. Gli stessi dirigenti hanno sollecitato l’apertura dell’indagine per fare luce sulla vicenda e trovare i colpevoli. La foto, scattata con un cellulare, è sgranata, ma sin troppo chiara nell’immortalare quanto successo.
Le celle di sicurezza non rispettano le norme. Bagni in alluminio e non utilizzabili, manca l’impianto antincendio e le porte si aprono dall’interno. Per non lasciarle inutilizzate, vengono usate come magazzino. Di marijuana, refurtiva e merce sequestrata. Allora bisogna arrangiarsi. Fare di necessità virtù. Una prassi che si ripete ad ogni arresto. Una realtà quotidiana di cui ora dovranno tenere conto. A cominciare dalla denuncia.