Ammazzata in casa con 15 pugnalate Giallo sulla morte di una ventenne

Stesa a terra, vestita, tra la parete e il letto della sua camera, il torace squassato dalla furia di una mano armata di coltello. Così è stata trovata ieri dal fratello Fatima, marocchina di vent’anni appena che da pochi mesi viveva a Dronero, un paesino della provincia di Cuneo di certo non abituato a orrori di questo genere. E infatti ieri la gente era sottosopra, paralizzata per lo choc e per la massiccia presenza di carabinieri che hanno circondato la zona nella speranza di trovare traccia dell’assassino, visto che il delitto era stato commesso da poco, visto che il fratello ha raccontato di essere uscito di casa ed essere rientrato dopo appena un’ora, trovando la porta aperta e la terribile scena in camera. È stato lui, che ha 16 anni, a dare l’allarme, chiamando il 118.
Fatima aveva lasciato Marsala e si era trasferita a Dronero dopo la morte di entrambi genitori. In un primo momento lei e il fratello erano stati ospitati da un connazionale, da poco avevano trovato un appartamento tutto per loro.
Era lei ora il sostegno della famiglia, lavorava come operaia, aiutata dalla comunità marocchina della zona. Ed è proprio tra i connazionali che i carabinieri hanno iniziato a indagare, in cerca di informazioni utili per capire cosa sia successo, se nella vita della ragazza ci fosse qualche novità, un legame che possa essere degenerato in efferato delitto.
Anche perché la dinamica dell’omicidio, una quindicina di coltellate sferrate all’addome, rivelano che, anche se non necessariamente si tratta di un delitto passionale, quanto meno una forte carica emotiva che ha spinto l’assassino a infierire sul corpo della ragazza. Gli inquirenti per ora restano abbottonati, non escludono nessuna ipotesi. Anche se cercano tra le persone innanzitutto tra chi era più vicino a Fatima.