Ammazzato in cella: «Una guardia ha aiutato il killer»

Un’esecuzione in piena regola per eliminare un testimone scomodo, commessa in una cella d’isolamento e mascherata da suicidio. È questa la clamorosa svolta delle indagini sulla morte di un detenuto, Marco Erittu, avvenuta nel carcere San Sebastiano di Sassari il 18 novembre 2007. Archiviato come un «banale» suicidio, il delitto è statop scoperto solo grazie alla confessione dell’autore materiale, Giuseppe Bigella, 31 anni, sassarese. Per metterlo a segno un accurato piano criminale messo a punto dal mandante, Giuseppe Vandi, di 48 anni, anche lui detenuto all’epoca per eliminare quello che si riteneva un collaboratore della magistratura. La vittima però era sottoposta a regime di isolamento dunque un bersaglio difficile da raggiungere. Per questo Vandi avrebbe ottenuto la collaborazione di un poliziotto penitenziario, Mario Sanna, 48 anni, di Bonorva (Sassari), che non avrebbe chiuso a chiave la cella di Erittu consentendo così al killer di entrare e ucciderlo.