Amministrative, in lizza sei aspiranti sindaci

Cinque nel 2000, tre nel 2005 e, per queste nuove amministrative, il numero lievita. Lodi va alle urne con sei schieramenti politici. Si presenta come homo novus per Lodi Sergio Tadi, architetto e già assistente universitario 46enne, che ha polarizzato il Popolo delle Libertà, la Lega Nord e la lista civica «Insieme per il Lodigiano». Palestra politica pregressa, invece, per l’altro candidato che ammicca al centro destra: Stefano Buzzi, 53 anni medico e già coordinatore di Forza Italia del capoluogo in lizza con la lista civica «Lodi che verrà». «Ci batteremo per la sicurezza a 360 gradi - spiega Buzzi -, compreso l’aspetto medico della questione. Con controllo dell’immigrazione, monitoraggio reale dei quartieri, supervisione seria della città e sicurezza per la salute degli abitanti della zona». E come piatto forte del programma: il recupero funzionale della città delle periferie. Età media della lista: 40 anni. Comunque Buzzi non ne fa segreto: «Mi sento più di centro, attualmente, che di destra».
Centro destra in assoluto, invece, per Tadi che sostiene convinto: «La città ha bisogno di cambiare perché desideriamo dire basta ai rapporti "congelati", sempre con le stesse persone, sempre con gli stessi enti. Tutto questo arriva a paralizzare anche la stessa progettualità per la Lodi del domani. Il nostro capoluogo ha bisogno di diventare realmente un capoluogo. È necessario dire basta a interventi senza un filo conduttore. Permettere ai cittadini di vivere davvero nel verde ma con strutture adeguate. Vogliamo ristudiare tutto il sistema viabilistico e di parcheggi. E realizzare un campus universitario».
Appoggiano l’uscente Lorenzo Guerini, per il centro sinistra, Pd, Italia dei Valori, Rifondazione e Comunisti Italiani con due liste civiche: «Lodi con Guerini» e «Progetto Guerini sindaco». Gabriella Gazzola, in politica da anni poi, si candida a sindaco per l’Udc e Gianmario Invernizzi, agricoltore, si candida per Forza Nuova. Francesco Milanesi, 22 anni laureando in legge, guida il gruppo dei giovani di «primavera lodigiana».