«Le amministrative proveranno che il governo è già minoranza»

Berlusconi lancia la campagna elettorale E Prodi è sempre più giù nei sondaggi

da Roma

«Piacere, sono la iattura... ». Ha esordito così Silvio Berlusconi quando martedì sera a Arcore ha incontrato il futuro candidato del centrodestra al Comune di Genova. Già prima dell’investitura ufficiale, infatti, Enrico Musso - quarantenne professore universitario e un mandato da consigliere comunale nel Pli tra il ’90 e il ’93 - ha conquistato le pagine dei giornali per i suoi giudizi non troppo concilianti sul Cavaliere. «Considero Berlusconi la più grande iattura politica degli ultimi dieci anni», disse il 22 febbraio del 2002 al Corriere Mercantile. Parole che gli sono valse i riflettori dei media, incuriositi dal fatto che Claudio Scajola abbia deciso di puntare su un cavallo tanto inedito. Della bontà della scelta, invece, l’ex ministro dell’Interno è riuscito a convincere pure Berlusconi, spiegandogli che Musso è «la persona giusta per provare a vincere sul serio». Così, quando la folta delegazione ligure (c’erano anche il coordinatore regionale Michele Scandroglio e la candidata alla Provincia Renata Oliveri) è salita in quel di Arcore, il Cavaliere non ha esitato un attimo a scherzarci su. Anche perché - si è lasciato scappare rivolto a Musso - la storia della iattura «ti porterà qualche voto anche dal centrosinistra».
E proprio da Genova, sabato partirà la lunga corsa verso le amministrative del leader di Forza Italia, deciso a spendersi il più possibile in questa campagna elettorale che - spiegava ieri ai suoi il Cavaliere - servirà a «trasformare il dissenso verso il governo e i numeri dei sondaggi» in un «rinnovato consenso per il centrodestra» (è di ieri un monitoraggio della Ipr Marketing per Repubblica.it nel quale Prodi perde altri quattro punti nella fiducia degli italiani, passando nell’ultimo mese dal 42 al 38%, mentre l’esecutivo nel suo complesso ne guadagna altrettanti, salendo dal 38 al 42%). Non che Berlusconi punti alle amministrative per far cadere il governo, ma - dice nelle riunioni che si susseguono a Palazzo Grazioli - certo potrebbero «accelerare il processo di implosione della maggioranza». Soprattutto se l’Unione dovesse perdere nelle realtà che oggi amministra, come Verona e, appunto, Genova. Per questo, sabato sarà proprio il Cavaliere a presentare Musso e Oliveri, in netto anticipo sui tempi del voto (la data non è ancora stata decisa). «Così li spiazziamo - dice ai suoi - visto che noi siamo già pronti e loro no».
E ieri a Palazzo Grazioli si è parlato soprattutto della tornata amministrativa che a primavera coinvolgerà quasi dodici milioni di persone. Con Berlusconi convinto che «si debba scegliere il candidato migliore caso per caso». Servono «persone radicate sul territorio, a prescindere dal partito di appartenenza». Evitando, dunque, «le divisioni degli anni passati, come è già accaduto alle Regionali del Friuli Venezia Giulia o alle comunali di Verona». D’altra parte - spiega il deputato azzurro Sestino Giacomoni - «la manifestazione del 2 dicembre ci ha dato un segnale inequivocabile». E cioè che «i nostri elettori sono ben più avanti di noi e più che guardare ai partiti di appartenenza si sentono parte di uno schieramento politico e di un progetto, quello del centrodestra». «Altre divisioni», insomma, «non riuscirebbero a capirle».