Amministrative: Sarkozy (e figlio) sotto esame

da Parigi

Jean è uno studente in legge di 21 anni, con i capelli biondi e lunghi. Parla con piglio deciso per difendere la sua attività delle ultime settimane, consistita nell'organizzare correnti e ribaltoni nella sezione locale del suo partito (l'Union pour un Mouvement populaire, Ump). Oggi si presenta davanti agli elettori, che potrebbero essere tentati di sceglierlo più per il suo nome che per la sua intelligenza politica: Jean si chiama Sarkozy ed è figlio di primo letto del presidente della Repubblica. Era il 23 settembre 1982 quando un avvocato di nome Nicolas Sarkozy sposò la signorina, di origini corse, Marie-Dominique Culioli, nipote di quell'Achille Peretti allora sindaco della città di Neuilly-sur-Seine (60 mila abitanti, nella periferia très chic di Parigi). L'anno seguente proprio Sarkozy diventò a sua volta sindaco di Neuilly ed è proprio in tale veste che nel 1984 restò vittima di un colpo di fulmine: si innamorò della donna (di nome Cecilia) di cui stava celebrando le nozze con un altro uomo. Tra il 2004 e il 2007 Nicolas Sarkozy ha presieduto il Consiglio generale del dipartimento Hauts-de-Seine, che è il più ricco di Francia e di cui fa parte Neuilly. Nella giornata di oggi la poltrona di membro del Consiglio generale in rappresentanza del popolo di Neuilly potrebbe diventare patrimonio del rampollo Jean Sarkozy.
Proprio oggi i francesi sono chiamati alle urne per il rinnovo di tutte le amministrazioni municipali (che sono ben 36 mila perché il Paese è ricchissimo di comuni, talvolta praticamente privi di popolazione) e di metà dei membri dei Consigli generali (ossia dell'equivalente dei nostri consigli provinciali). Domenica prossima ci sarà il secondo turno di ambedue queste elezioni di carattere amministrativo, che hanno una chiara valenza politica perché si tratta del primo test nazionale dopo l'ingresso di Nicolas Sarkozy alll'Eliseo. Oggi babbo Sarkozy, 53 anni, se la vede maluccio sul piano della popolarità interna: i francesi non sono contenti della situazione economica e dell'aumento dei prezzi. Il morale delle famiglie è basso e la macchina del consumo interno ha smesso di tirare. L'export è appesantito dalle altissime quotazioni dell'euro, che tolgono competitività a chi dipende dalle esportazioni. Così nel 2007 la bilancia commerciale francese ha avuto un deficit di 39 miliardi di euro, mentre quella tedesca ha registrato un surplus di ben 199 miliardi di euro. Intanto la popolarità di Sarkozy, che viaggiava l'estate scorsa sul 66 per cento, è scesa al di sotto del 40 per cento. È forte la tentazione di usare il voto amministrativo per tirare la giacca all'inquilino dell'Eliseo. Per decriptare queste elezioni bisognerà da un lato osservare i risultati - lista per lista - al primo turno e dall'altro capire quali centri importanti cambieranno colore. Parigi (dove la ministra della Giustizia Rachida Dati, grande amica di Sarkozy, si presenta per diventare sindaco in uno dei venti arrondissements) sembra avviata a restare in mani socialiste. Idem per Lione e Lilla. Bordeaux dovrebbe rimanere all'Ump, ma tre altre città oggi in mano al centrodestra (Marsiglia, Strasburgo e Tolosa) sono in situazione delicata.