Gli amministratori non rispettano i caduti

Che a distanza di un mese non sia stata ancora ripristinata, nel quartiere genovese di Albaro, la targa posta nella omonima via intitolata alla memoria dell’appuntato dei carabinieri Antioco Dejana, ucciso dalle Brigate Rosse l’8 giugno 1976, targa devastata da alcuni teppisti proprio un mese fa, dimostra che la classe politica genovese, al di là delle frasi di circostanza non appena accadono eventi luttuosi tra le forze dell'ordine e le forze armate, poi non onora come dovrebbe le vittime della criminalità terroristica. E ciò è semplicemente scandaloso. Dispiace dirlo ma manca nella nostra città una cultura della memoria. Lo dimostra il fatto che ad un mese dalla devastazione della targa del povero Dejana né la sindaco Vincenzi, né l’assessore alla Sicurezza Scidone e neppure il presidente del Municipio Medio Levante Ottonello hanno disposto l’immediata apposizione di una nuova targa commemorativa. Dopo le commemorazioni ufficiali, con il bacio sulle guance ai sopravvissuti agli attentati o ai familiari dei Caduti, con relativa retorica, che sono spesso serviti alla visibilità e a vantaggi politici per gli oratori, la solidarietà, spesso verbale, si è affievolita. Sembra quasi che si voglia cancellare il passato, ma i familiari dei caduti, i feriti e gli invalidi, testimoni oggettivi restano lì come un monito. Vengono quindi considerati una memoria fastidiosa e ingombrante perché provocano il ricordo di tragicità e orrori. Le Vittime del Dovere sono state troppo spesso dimenticate da questa società distratta, che brucia in fretta il ricordo del dolore di chi è stato colpito negli affetti più cari. Ben pochi coltivano la memoria di quanti sono Caduti e tramandano alle generazioni future il loro patrimonio di valori morali, le loro certezze istituzionali, la loro fedeltà alle strutture democratiche. Sono rimasti i familiari ed i colleghi dei carabinieri e dei poliziotti trucidati a ricordarLi. E ciò che è accaduto per la targa della via dedicata al povero Antioco Dejana sembra proprio esserne la triste e amara conferma.
segretario generale aggiunto Sindacato Autonomo
Polizia Penitenziaria