Ammirata e la sana ironia dei classici

L’attore e regista protagonista della stagione della Quercia del Tasso con la commedia sentimentale «Il principe e la ballerina» di Rattigan e la briosa leggerezza del «Sogno di una notte di mezza estate»

Laura Novelli

Nascosto tra gli alberi che lambiscono il dolce declivio di uno dei colli più panoramici di Roma. Immerso nel silenzio di un luogo che evoca personaggi e momenti storici importanti. Toccato da quel miracoloso venticello serale che d’estate regala ai romani il piacere di stare all’aperto e di vivere le ore migliori del giorno. Se da ben trentanove anni l’Anfiteatro Quercia del Tasso (lungo la Passeggiata del Gianicolo) richiama un folto pubblico, una parte del merito va senza dubbio al posto che lo ospita.
L’altra parte spetta ovviamente al tipo di spettacoli proposti e, nello specifico, a quella sana leggerezza con cui Sergio Ammirata e la sua compagnia, La Plautina, sanno affrontare opere del repertorio classico rivestendole di umori moderni e di soffice, sagace, ironia. Il che non è sinonimo di disimpegno e risate a tutti i costi, semmai è indice di un desiderio di evasione che intercetta il gusto e i bisogni di molta gente. Prova ne siano i due titoli in cartellone fino al 12 settembre: Il principe e la ballerina di Terence Rattigan e Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare. Il primo richiama subito alla mente un celebre film del ’57 con Laurence Olivier e Marilyn Monroe ascrivibile al genere della commedia sentimentale e incentrato sull’amore tra il raffinato reggente di Carpazia e una vivace ballerina americana. Lo stesso Rattigan firmò la sceneggiatura di quella pellicola, tratta da una sua pièce omonima che aveva avuto un grande successo a Londra, e che adesso Ammirata (regista e interprete principale insieme con Patrizia Parisi) rilegge con qualche tocco di necessaria attualizzazione senza rinunciare però allo spirito lieve e brillante del testo. «Un dialogo gaio, titillante, di una verve quasi francese. Rattigan sapeva - spiega Ammirata - che niente è più difficile dello stile semplice. Diceva che occorre più fatica e più talento a comporre un testo brillante che non a costruire un dramma. Per quanto mi concerne aveva ragione: il teatro comico è un pianeta a sé dentro il quale è impossibile bleuffare».
E chiama in causa briosi giochi d’amore anche la celebre commedia del grande drammaturgo inglese, riadattata qui dallo studioso e critico Giovanni Antonucci per una messinscena (affidata all’interpretazione sempre di Ammirata e della Parisi) dove l’impianto fiabesco e metateatrale dell’opera (scritta nel 1596 e ambientata alla corte del re ateniese Teseo) ben si presta alle atmosfere di una calda notte d’estate: ricettacolo ieri come oggi di aspirazioni, illusioni, magie, passioni, equivoci, disvelamenti destinati per loro stessa natura a mutarsi in allegria e solarità. «La suggestione e la grande fortuna di questo capolavoro - afferma Antonucci - è nella sintesi magistrale di tante storie e motivi diversi. Il Sogno è una coinvolgente commedia per spettatori di ogni età e di ogni cultura, è una fiaba e insieme un’allegoria del sogno, che anticipa di tre secoli le scoperte di Sigmund Freud».
Il principe e la ballerina è in cartellone tutti i lunedì e le domeniche. Sogno di una notte di mezza estate dal martedì al sabato. Spettacoli ore 21.15. Informazioni 06/5750827.