UN’AMMIREVOLE «PASSIONE PRECARIA»

Il titolo vuole sintetizzare le difficoltà di chi intende calcare il palcoscenico: Passione precaria (giovedì su Raitre, ore 0,30). Però è anche limitativo, non rende sufficientemente bene la meritevole operazione di questa piccola trasmissione di nicchia che compie una scelta insolita: fa incrociare i sogni e le aspettative degli aspiranti attori, di tante giovani promesse intervistate nelle scuole di recitazione o nei laboratori creativi, con l’esperienza consolidata di altrettanti interpreti affermati, mostri sacri del palcoscenico e registi di vaglia che spendono parole, consigli, valutazioni, la loro «visione del mestiere» da trasmettere alle generazioni emergenti. Nel suo piccolo, e con tutti i limiti di scarsa visibilità di un programma piazzato ad ora tarda, Passione precaria comincia a colmare un difetto di comunicazione che è allo stesso tempo anche un grave handicap culturale dei nostri tempi: la sostanziale impermeabilità tra il mondo di chi detiene un certo patrimonio di conoscenze professionali e quello di chi vi si affaccia con entusiasmo e grandi energie, ma senza trovare maestri, punti di riferimento autorevoli che abbiano la pazienza e la voglia di farlo partecipe dei loro «segreti». È anche così che appassiscono tanti potenziali talenti e che si impoverisce la professionalità delle nuove leve, anno dopo anno. Un po’ per colpa della fretta e di una scarsa propensione all'umiltà delle giovani generazioni, un po’ perché chi potrebbe, chi ha in mano competenze ed esperienza, si rinchiude nella propria torre d’avorio e non mette in comune il proprio sapere, non ha abbastanza a cuore il futuro del mestiere che svolge. Non è un caso che sia proprio il teatro l’apripista televisivo di questa auspicata trasmissione di conoscenze. Per fortuna non manca, tra la gente del palcoscenico, chi si fa carico di questo lavoro di formazione e di scambio culturale (è noto che chi insegna impara, e viceversa) attraverso scuole, laboratori, seminari, ecc. È comunque bello, in queste settimane, veder passare sul video la freschezza di tante facce giovani che manifestano tutte le loro incertezze, sogni, paure e aspettative all’idea di un potenziale futuro di attori. E consola poterle confrontare, attraverso un agile ed efficace montaggio, con il patrimonio di conoscenze maturate in anni di impegno da una Mariangela Melato, da un Gabriele Vacis, da un Luca Ronconi, da un Gabriele Lavia e da tanti altri che accettano di spendere parole e concetti che possano essere di guida ai più giovani. Passione precaria è una trasmissione che potrebbe e dovrebbe allargarsi a tanti altri ambienti professionali, per far incontrare domanda e offerta di conoscenze necessarie, dando loro un’importante e utile visibilità.