Ammodernare a beneficio della Legge

Si è da poco concluso a Rimini il Salone della Giustizia 2010, dove Ibm ha portato i progetti realizzati in tutto il mondo per ridurre la spesa pubblica, migliorare i servizi, razionalizzare le infrastrutture, accrescere la trasparenza, migliorare le condizioni del detenuto, incrementare i servizi alla comunità. Risultato di un’intensa attività di ricerca e della collaborazione con partner e aziende - sia pubbliche sia private - che vedono le soluzioni tecnologiche, e la loro integrazione, come lo strumento fondamentale per garantire ai cittadini giustizia e sicurezza.
«Il mondo della Giustizia sta compiendo un notevole sforzo di adeguamento dei propri sistemi informativi per rendere fruibili online le informazioni agli utenti della magistratura e dell’amministrazione giudiziaria - afferma Francesco Signore, direttore della Pubblica amministrazione centrale per Ibm Italia -. La trasformazione verso la cosiddetta “Giustizia digitale” dove le informazioni dematerializzate possano circolare efficacemente tra gli attori coinvolti (giudici, avvocati, cittadini, etc.) non rappresenta ancora una realtà diffusa. Esistono alcuni esempi positivi, come il progetto Aurora di Lecce, dove è stata realizzata la digitalizzazione del fascicolo del procuratore. La digitalizzazione del mondo della Giustizia può rappresentare un tassello importante verso l’attuazione del piano di governo che mira a dare tempi certi ai procedimenti giudiziari. La gestione digitale dei flussi documentali e il processo di dematerializzazione appaiono come le esigenze principali nel percorso di cambiamento dell’amministrazione. L’efficientamento complessivo delle infrastrutture rappresenta un obiettivo primario per contenere la spesa pubblica».
Negli ultimi quattro anni, Ibm ha investito più di 14 miliardi di dollari per l’acquisizione di 24 aziende che completano il portafoglio di offerta nell’area del Business Analytics, l’area tecnologica che, consentendo di sviluppare soluzioni per ricercare e correlare informazioni sui documenti anche di natura eterogenea, è un potente strumento per le attività investigative.
Nell’ambito della divisione servizi relativi al Business Analytics, in Ibm vi sono più di settemila consulenti aziendali e più di 200 matematici che si dedicano esclusivamente a questo settore, in cui sono stati conseguiti circa 500 brevetti specifici.
Nell’area dell'enterprise content management (soluzioni per migliorare la circolazione dei dati e la collaborazione tra le parti nell’ambito dei procedimenti) Ibm ha investito molto in R&D consolidando la sua posizione sul mercato anche con l'acquisizione di Filenet. Relativamente al cloud computing (che permette la progressiva condivisione di risorse, infrastrutture e servizi), Ibm sta ridisegnando il suo portafoglio di offerta: «Ibm ha inaugurato il primo dicembre, presso la sede del laboratorio Tivoli di Roma, il nuovo centro di competenza cloud - spiega Signore -; nel centro potranno essere condotti esperimenti e prototipi sul cloud condividendo esperienze tra il mondo dell’industria, l’università e la Pubblica amministrazione. Le tecnologie impiegate sono finalmente mature e con costi accessibili; queste tecnologie stanno entrando a diverse velocità nei processi dell’amministrazione, consentendo l’automazione dei flussi e delle comunicazioni tra i soggetti coinvolti. Si inizia a parlare di cloud computing, ma sarebbe necessaria una maggiore focalizzazione di risorse per lanciare definitivamente quel processo virtuoso proposto dal cloud che proprio per le caratteristiche organizzative della Giustizia sul territorio permetterebbe un alto livello di efficientamento del sistema con notevole abbattimento di costi. Le aree di maggiore attenzione per conseguire i benefici della trasformazione digitale sono quelle relative agli aspetti organizzativi e alla formazione delle risorse umane: le strutture organizzative, le responsabilità e i modelli di gestione dei flussi documentali andrebbero adeguati alle modalità di fruizione cloud. Lo sviluppo di una nuova cultura amministrativa deve essere un processo di rinnovamento parallelo al processo tecnologico. Solo in questo modo sarà possibile utilizzare al meglio le risorse e favorire l’accesso alle informazioni disponibili, l’interscambio con altre amministrazioni, la tracciabilità dei documenti e la trasparenza verso il cittadino».