«Ammorbidite» le norme sulle concessioni

Ma l’emendamento governativo non convince Aiscat: «È solo un’operazione di maquillage»

da Milano

Autostrade: il governo «ammorbidisce» la norma sulle concessioni e il titolo festeggia in Borsa (più 1,5%). Ma Aiscat non è convinta: «L’ennesima modifica dell’articolo 12 lascia sostanzialmente invariato lo schema e non risolve il problema che sottende alla norma: non abbiamo bisogno di maquillage solo per renderla meno orrenda in Europa», afferma il presidente e ad Fabrizio Palenzona. Proprio sull’articolo 12, infatti, Bruxelles ha imperniato le sue critiche, sfociate, da parte del commissario Charlie McCreevy, in una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per lo stop alla fusione con Abertis: ma anche l’Antitrust attende una risposta per la metà della prossima settimana. Emma Bonino è ottimista: «Sono state apportate indubbiamente delle modifiche migliorative. Mi auguro che siano accettate da Bruxelles», ha detto. In questo senso, la modifica più importante, contenuta nell’emendamento alla Finanziaria approvato ieri, è la possibilità per il concessionario di presentare una controproposta sulla convenzione: se questa non viene accettata e la concessione quindi è revocata, il concessionario ha diritto a un indennizzo. Inoltre, scompaiono l’obbligo di ratificare la nuova convenzione unica entro un anno e il meccanismo del cosiddetto «silenzio-diniego» alla proposta di aumenti tariffari presentata annualmente dalle concessionarie. Proprio quella attualmente «sub judice», in attesa che il governo verifichi se gli investimenti previsti sono stati realizzati.
Da qui, la contrarietà dei concessionari nei confronti dell’articolo 12, sia pure riveduto e corretto: «Quello che più sconcerta - afferma l’Aiscat in una nota - è che nel momento in cui questa norma è oggetto di valutazione da parte della Commissione europea e la sua applicabilità deve essere valutata da varie magistrature nazionali, il ministero delle Infrastrutture ne pretenda l’applicazione immediata impedendo il rispetto e l’attuazione dei contratti in corso e sospendendo l’attuazione delle modifiche tariffarie previste da tali contratti».
L’impressione è che il governo cerchi di prendere tempo, in attesa della data chiave, ossia il 6 dicembre, quando il Tar dovrà decidere su due questioni strettamente collegate: il ricorso di Autostrade, Abertis e Schema28 contro Anas per lo stop alla fusione e quello, sempre di Autostrade, contro la diffida dell’Anas sulla distribuzione del dividendo straordinario che verrà approvata il 13 dicembre. Intanto, come previsto dalla legge, Autostrade e Abertis hanno fatto pervenire alle organizzazioni sindacali una lettera con la quale si dà comunicazione dell’operazione di fusione tra le due società.