Ammutinamento dei piloti Honda

da Brno

Il trionfo dell'uomo (Rossi), sul colosso industriale (Honda), ormai è totale. In pista e fuori. Da quando Valentino è passato alla Yamaha, la Honda ha vinto solo 9 Gp sui 27 fino a oggi disputati (33%), per un tonfo sportivo che non ha precedenti nella storia del motociclismo. E ai box la situazione è anche peggio. Senza il carisma e la personalità di Rossi, alla Hrc (la squadra corse) appaiono allo sbando totale, sia tecnicamente sia politicamente. Ormai non c'è un pilota Honda che non si lamenti. Ieri è esplosa la rabbia di Sete Gibernau, rimasto senza carburante a poche centinaia di metri dal traguardo, «per un problema al dispositivo elettronico di controllo del consumo» secondo quanto dichiarato dal team manager Fausto Gresini. Ma quello che ha fatto veramente infuriare Sete non è stato tanto l'inconveniente tecnico, quanto un netto peggioramento delle prestazioni. «Qualcuno mi deve spiegare - ha tuonato - perché fino a domenica mattina la mia moto era perfetta e mi permetteva di tenere un passo di 1'58", mentre in gara ho dovuto girare anche un secondo più lento. Non è la prima volta che succede e per un pilota è inaccettabile che accada. Cosa è successo dopo il warm up? Qualcuno della squadra me lo deve dire».
Gibernau sa cosa è accaduto ma non lo dice. Si può ipotizzare un problema alla gomma posteriore, cambiata pochi attimi prima del via e che era stata la causa, secondo Sete, della sconfitta in Cina, o più probabilmente un qualcosa al motore, alla famosa gestione elettronica che tanto fa penare Max Biaggi. Il romano è dall'inizio dell'anno che si lamenta e il terzo posto di ieri non gli ha certo fatto cambiare opinione. «È il mio terzo podio del 2005 - dice - contro i nove della passata stagione: è evidente che c'è qualcosa che non funziona. Eppure, nonostante tutti i problemi, sono secondo in campionato: chissà cosa avrei potuto fare con una moto competitiva... ». E Biaggi non sorride neppure al pensiero che oggi la Honda gli farà provare una moto completamente nuova. «Dubito che possa già essere migliore di quella che abbiamo. E non c'è neppure un collaudatore per muovere i primi passi, come succede con tutte le moto nuove».
A Brno, per la prima volta, si è lamentato anche Marco Melandri, solo sesto al traguardo. «Le Honda ufficiali - è la sua tesi - hanno fatto un passo in avanti e per le prossime gare spero di avere anch'io qualche aggiornamento di motore. Da un po' chiedo più trazione». Intanto, fra tre settimane a Motegi, a casa della Honda, Valentino Rossi vincerà con ogni probabilità il titolo mondiale. Con la Yamaha, naturalmente.