Amnistia, cresce il fronte dei no

da Roma

Forza Italia frena sull'amnistia, altri esponenti della Casa delle libertà invitano alla cautela, ma osservazioni arrivano anche da forze della stessa maggioranza. Non è quindi bastato il cauto ottimismo del ministro della Giustizia Clemente Mastella sulla possibilità che in Parlamento si trovi un «ampio consenso» anche sulla base delle aperture mostrate da Silvio Berlusconi, di alcuni «autorevoli dirigenti di An», e dallo stesso leader della Lega, Umberto Bossi.
Sandro Bondi, coordinatore nazionale azzurro, condivide le preoccupazioni di Franco Frattini, vicepresidente della Commissione europea, che mette in guardia l'Italia dal rischio di una «brutta figura in Europa». «In questo confuso avvio di legislatura del governo Prodi - dice Bondi - risalta la differenza di vedute su temi fondamentali all'interno della maggioranza. Un'amnistia, nonostante la buona volontà del ministro Mastella, accompagnata da un minore controllo dei flussi migratori, sarebbe un provvedimento inutile anche per mitigare il problema del sovraffollamento delle carceri». Per l’ex presidente del Senato, Marcello Pera, l’iniziativa del Guardasigilli è «intempestiva» mentre l'Udc, favorevole su amnistia e indulto, continua a invitare alla prudenza. A sinistra l'Italia dei Valori insiste nel ritenere necessaria «un’adeguata riforma della giustizia», osserva Antonio Borghesi, responsabile nazionale Economia, mentre Olga D'Antona (Ulivo), dice di non essere contraria ma precisa: «Mi auguro che vengano valutati i diversi casi e non si mettano in circolazione persone di estrema pericolosità».