Amnistia, seduta straordinaria della Camera

Crescono le adesioni al corteo di Natale promosso da Pannella. Con l’indulto potrebbero uscire dal carcere 12mila detenuti

da Roma
Cresce il numero dei deputati dei vari partiti che chiedono una seduta straordinaria «per valutare il varo di un atto di clemenza verso i detenuti» e cresce il numero delle adesioni di quanti manifesteranno il giorno di Natale da Castel Sant’Angelo al Senato, alla Camera, alla sede dell’Unione e al Quirinale passando per Regina Coeli, nella «Marcia per l’amnistia, la giustizia e la libertà» promossa da Marco Pannella.
Oggi il presidente della Camera ha convocato la conferenza dei capigruppo per decidere la data della convocazione straordinaria, come chiesto da 207 parlamentari. Pierferdinando Casini ha voluto sottolineare che si tratta di «un gesto di cortesia istituzionale, ma anche personale, verso Roberto Giachetti (il deputato Dl che ha raccolto le firme necessarie ndr), ma che la decisione di convocare una seduta straordinaria dell’Assemblea tocca al presidente della Camera. E l’ordine del giorno non può essere deciso da una minoranza, seppure qualificata di deputati». Proprio per questo in mattinata si incontreranno i presidenti dei gruppi parlamentari per verificare la fattibilità della richiesta dei firmatari che vogliono la seduta straordinaria per il 28 dicembre. «Le firme raccolte in numero sufficiente per convocare la Camera sull’amnistia sono una grande speranza» è stato il commento del presidente dei deputati della Rosa nel Pugno, Ugo Intini, al raggiungimento del quorum. Un quorum ottenuto grazie ai 55 firmatari della Margherita, 46 dei Ds e 40 di Fi. Ce ne sono anche 11 dello Sdi, 12 del Prc, 8 del Pdci, 6 dei Verdi e 3 dell’Udeur. Ma anche 2 di An, 3 del gruppo misto e sei dell’Udc.
In margine alla decisione di fissare la riunione dei capigruppo il presidente Casini ha voluto sottolineare come non sia vero che il Parlamento non abbia risposto all’appello lanciato da Papa Wojtyla nella sua famosa visita alle Camere, quando chiese «un gesto di clemenza» per i detenuti. «Abbiamo varato l’indultino - spiega Casini - grazie al quale sono uscite 8300 persone».
Intanto sono moltissime le adesioni che continuano ad arrivare al comitato promotore della marcia, presieduto da don Mazzi. Accanto a Pannella sfileranno Giorgio Napolitano e Francesco Cossiga. In prima fila anche Enrico Boselli, il direttore del Foglio, Giuliano Ferrara, Lucia Annunziata, Stefano Rodotà e Carlo Rossella. Sì alla marcia anche da Giulio Andreotti e Pininfarina, da Maurizio Costanzo, da Antonio Padellaro dell’Unità e dal direttore di Europa, Stefano Menichini e dei giornalisti Rai, Maria Cuffaro e David Sassoli. «Sarà la marcia per le vittime della malagiustizia. Non solo per gli autori del reato, ma anche per le vittime del reato, costretti ad aspettare 10 o 15 anni prima che si concluda un processo che ha distrutto già la loro vita» ha detto Emma Bonino presentando alla stampa la Marcia. Adesioni anche dalla Regione Lombardia e dalla Regione Lazio. D’accordo con la marcia anche Walter Veltroni e l’ex-prefetto di Milano. Dubbi su tutta la campagna vengono espressi da Franco Monaco, vicecapogruppo della Margherita che parla di «un film già visto»: «Bandiamo ogni ipocrisia. Come si può pensare che riesca ora, sotto elezioni, ciò che non è riuscito ieri? Sia risparmiata ai detenuti una ennesima, dolorosa frustrazione, che si aggiungerebbe alla loro sofferenza». E da Milano pone un dubbio il cardinale Dionigi Tettamanzi, che risponde anche alle affermazioni del presidente Casini: «L’appello del Papa per l’amnistia resta una causa validissima non fosse altro per il fatto che non è ancora stata realizzata. Dispiace però che una causa così rischi di essere politicizzata».