"Amo gli abiti più sensuali ma la vera arma è l'ironia"

Rocco Barocco: "La mia linea è preziosa, con colli e polsi come gioielli". La filosofia della sua linea? "Non sento la crisi e so giocare con me stesso"

Milano - Rocco Barocco, da anni saldamente inserito nella lista dei grandi nomi del prêt-à-porter italiano, è uno sui generis perché conosce bene l’arte di trasformare una donna qualsiasi in una donna speciale. E lo dimostra anche la sua immagine che si avvale da alcuni anni della bravura di Ellen von Unwerth, una fotografa capace d’ironia e di estrema bellezza. Gli stessi ingredienti che Rocco Barocco, ragazzo del sud, mette da sempre nella sua personale idea di femminilità.

Infanzia e adolescenza a Ischia con i suoi otto fratelli, si diplomò capitano di lungo corso all’Istituto nautico di Procida ma si innamorò della moda e nel 1962 arrivò a Roma per cominciare a lavorare negli atelier di Barentzen e Giles. Poi nel 1974 aprì uno tutto suo e per quattro anni si dedicò all’alta moda. Nel 1979 la prima collezione di prêt-à-porter femminile con la quale, da oltre trent’anni, veste le donne dotate di spiccato sense of humour e di sex appeal. Ecco cosa ci ha raccontato alla vigilia della sua sfilata per il prossimo autunno inverno che va in scena domani a Milano.

Quali sono gli ingredienti della sua moda per il prossimo inverno?
«Propongo uno stile molto femminile, molto fashion, molto ricco. E in particolare chiffon, pizzi, ricami combinati fra loro grazie a una lavorazione industriale che ha echi d’alta moda».

Come mai?
«Vengo dalla couture e quindi mi viene naturale trasferire questo bagaglio d’esperienza anche nelle proposte facili da indossare».

I capi più particolari?
«Quelli in grado di sfidare i rigori dell’inverno con leggerezza. Sono sapientemente trapuntati all’interno per cui molto caldi. E poi credo molto nelle giacche con una bella spalla, nei pullover, nelle sciarpe che riscaldano. L’insieme sarà comunque molto light, corto e sbarazzino, soprattutto se parliamo di gonne. I pantaloni li propongo in due versioni, larghi o stretti, gli abitini estremamente seducenti».

Come definisce questa collezione?
«Molto sensuale, molto femminile, preziosa. Grandi colli e polsi fatti di macramè, chiffon e pietre, speciali come gioielli».

La donna che salirà sulla sua passerella domani?
«Pratica, femminile e sensuale sempre, anche se si propone con meno sfacciataggine. Una donna elegante, ironica e piacevole, che ha trovato un suo equilibrio e sta bene con se stessa».

Lei non sente la crisi: qual è il segreto?
«Non ho mai fatto debiti, non ho mai ceduto all’avidità di avere dei negozi, o di apparire più di quello che sono. E questo per me è stata una grande forza. Posso andare avanti per anni in quanto ho una solidità alla spalle che me lo consente e mantengo le mie posizioni perché ogni passo che ho mosso è stato frutto di un preciso ragionamento».

Quindi non ha mai azzardato…
«Non mi è mai piaciuto azzardare e ostentare quello che non ho. Si pensi a quello che sta accadendo in questo periodo: un giorno un’azienda sembra che fallisca, il giorno dopo è tutto il contrario. Perché trascinare a lungo situazioni di milioni e milioni di debiti con banche, dipendenti, fornitori? Chi li paga questi errori?».

Trasferisce nella sua moda anche la sua filosofia di vita?
«Certo, cos’è importante nella vita? Sapersi prendere in giro e giocare con se stessi, dirsi delle cose carine».

Qual è la cosa più carina che dice a se stesso?
«Che sono molto divertente, spiritoso, e so prendermi in giro. Anche se sono un’icona della moda, a ogni collezione mi sento sempre come al primo esame. E così resto eternamente giovane».