«Amo la città, amo il pubblico Resto alla Samp per tre anni»

Il tecnico Walter Novellino respinge le voci sulla sua prossima partenza: «Il mio futuro è legato a Marotta». E Garrone mette la parola fine

Emmanuele Gerboni

Il Palermo vuole Walter Novellino? Ovvio, inevitabile, ci sta tutto. Come la certezza che esistono le tasse. Basta fare uno (il Palermo che fatica) più uno (la Samp che non decolla), il risultato è sempre quello. Che Maurizio Zamparini si (ri)prenderebbe di corsa Novellino per dargli la panchina del Palermo. Anche perché Luigi Del Neri non sta lasciando il segno come il patron rosanero sperava. Mentre Novellino ha dimostrato nella sua carriera di essere una certezza e lo farà anche quest’anno. Zamparini spende, non si accontenta semplicemente di una tranquilla classifica, vuole qualcosa di più e Del Neri, fino ad ora, non ha dato l’impressione di poterglielo garantire quel salto di qualità che poi significherebbe una presenza fissa nelle posizioni nobili della classifica. Allora, l’abbinamento diventa facile, facile. Il gioco delle coppie è automatico. E non ci sarebbe da stupirsi se un giorno, più o meno, lontano, anche Aurelio De Laurentiis, patron del Napoli, dovesse annunciare che Novellino piace anche in Campania. Del resto, il suo curriculum parla chiaro. I pretendenti ci sono in abbondanza, ma la Samp lo sa benissimo. Lo stesso Riccardo Garrone smentisce tra le righe il divorzio col mister: «Radio mercato ne dice di tutti i colori. Tra Zamparini e Novellino sarebbero fuochi d’artificio tutti i giorni - taglia corto -. Sarebbe divertente ma non credo che succederà».
Torniamo, però, a Zamparini e al Palermo. Il candidato principale e naturale diventa proprio Monzon che ha fatto bene in tutte le piazze. Compresa Venezia quando il tecnico dei blucerchiati conquistò una straordinaria salvezza con i lagunari. La morale della favola? Che non bisogna stupirsi se Zamparini fa l’occhiolino a Novellino, la notizia vera, semmai, sarebbe stata un’altra. Il presidente del Palermo che nega tutto, dice il contrario, e magari spiega che Del Neri rimarrà in Sicilia indipendentemente dai risultati che conquisterà alla fine dell’anno. Invece, Zamparini guarda con attenzione a Novellino, giusto così. Si è messo alla finestra, osserva, controlla.
Il mercato si fa con diversi mesi d’anticipo, ma non vuol dire che Novellino e la Samp si lasceranno a fine stagione. Non è assolutamente scontato per mille motivi, avanziamo un’ipotesi. Sarebbe più facile pensare ad un divorzio se la Samp riuscisse a mettere qualche trofeo in bacheca, o raggiungesse qualche risultato importante. Novellino ha già fatto tanto a Genova, ma lui non è il tipo che si accontenta, gli manca ancora qualcosa. Vuole un successo che gli permetta di entrare definitivamente nella storia della Samp, Novellino non lascia proprio. Anzi raddoppia. Se avesse voluto chiudere la sua avventura blucerchiata in anticipo, avrebbe potuto salutare tutti dopo la partita con il Livorno. Non l’l’ha fatto, perché il progetto continua.
Lo ha ripetuto anche ieri: «Ho ancora tre anni di contratto ed intendo rispettarli fino in fondo. Amo questa città, ed ancora di più amo questa tifoseria che mi ha sempre sostenuto come è accaduto anche con il Cagliari, quando al termine della partita mi hanno dedicato un coro. Questa gente, con il loro affetto ed il loro attaccamento è il massimo che un tecnico possa sognare».
Una bella dichiarazione di affetto, un messaggio forte, ma non basta. Novellino aggiunge una frase che ha una grande significato, è la conferma che il legame è strettissimo con i dirigenti blucerchiati. Si sente parte di una squadra, di cui fanno parte anche l’amministratore delegato Beppe Marotta e il coordinatore dell’area tecnica Salvatore Asmini: «Se e quando loro si muoveranno dalla Sampdoria per andare ad una grande squadra io sarò con loro, non prima. Adesso pensiamo al Lecce».
Ed è la cosa migliore. Sempre assenti Angelo Palombo e Giulio Falcone, il difensore è stato visitato ieri a Bologna dal professor Marcacci che ha consigliato di continuare il periodo di riabilitazione sul campo giudicando il ginocchio a posto. Una notizia che ha tranquillizzato, parzialmente, la Samp che temeva di dover rinunciare al giocatore fino al termine della stagione. Non sarà così, ma non ci sono tempi certi per il suo recupero. Le sue condizioni saranno valutate quotidianamente, quindi la richiesta di Novellino («servono due difensori») è sempre più attuale. Anche Garrone lo ha confermato: «Lo sfogo post Livorno ci stava, siamo d’accordo tutti: interverremo ma gli acquisti rispetteranno le nostre linee di bilancio». Non partirà per Lecce Marco Pisano mentre la novità è il ritorno di Andrea Gasbarroni. E quella di domani potrebbe essere la partita giusta per lui.