«Amo Milano, resto qui a combattere la crisi»

Palazzo Chigi ha appena nominato Manlio Strano segretario generale di Palazzo Chigi, carica che fino a un mese fa si diceva sarebbe stata attribuita al prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi.
Non va più a Roma?
«No, io ho scelto Milano. Io amo questa città».
Cosa ne dice del ritorno di Abbado alla Scala?

«Eh, sarebbe proprio una bella cosa».
Rimasto qui solo per amore?
«Sa, io ho anche una famiglia, e quella decisione avrebbe significato trasferirmi a Roma con loro. Ho preferito rimanere qui. E poi ho delle cose da portare a termine. Farò il prefetto ancora per qualche anno».
Per esempio?
«Appena dopo Pasqua convocheremo la prima riunione dell’Osservatorio regionale sul credito, come prevede la direttiva Tremonti del 3 aprile. Io sarò presidente e coordinatore dell’Osservatorio, cui parteciperanno i prefetti delle province lombarde, il responsabile della Direzione territoriale dell’Economia e delle finanze, il presidente della Camera di commercio, il rappresentante dell’Abi, le piccole e medie imprese, i sindacati e le associazioni di consumatori».
La finalità dell’Osservatorio?
«Assicurare il flusso del credito dal sistema delle banche alle piccole e medie imprese. Si tratta di un sistema innovativo mutuato dal francese Médiateur du credit aux entreprises, organismo che da ottobre ha già risolto un migliaio di casi: imprese che rischiavano il fallimento per le restrizioni dei fidi concessi dalle banche».
L’Osservatorio avrà dunque il ruolo di garante?
«Sì. Dovremo verificare le richieste di credito da parte delle imprese: aziende che hanno delle commesse, che lavorano quindi, che hanno fatto dei buoni fatturati ma che si trovano in crisi di liquidità. Garantiamo per loro nelle richieste di credito e ci occupiamo di accertare il motivo del rifiuto da parte delle banche».
Un compito insolito per un prefetto...
«In realtà sono vent’anni che facciamo da mediatori tra banche e imprese solo che adesso questo lavoro è stato istituzionalizzato con l’Osservatorio».
Un altro compito che desidera portare a termine, la sistemazione dei campi nomadi...
«Esattamente. Intanto devo dire che da quando sono commissario ho intensificato molto i controlli, e la prova è che su 3500 rom presenti in città almeno un migliaio se n’è andato. Penso siano tornati in Romania».
Completato il censimento si tratta di applicare il regolamento.
«Anche il regolamento deve essere messo a punto: il Comune vuole riconsiderare la presenza del Comitato di gestione. Non possiamo far presidiare i campi alle forze dell’ordine, quindi saranno gli enti che si occupano dei campi a esercitare funzione di controllo».
È arrivato anche il momento di sistemare i 12 campi regolari. Maroni ha stanziato i famosi 10 milioni di euro...
«Primo obiettivo è ridimensionare il campo di Triboniano: 500 persone sono troppe».
Poi?
«Passeremo a sistemare il campo di via Novara, uno dei più vecchi: vanno costruite la rete fognaria e quella elettrica, istituito il servizio di raccolta rifiuti, asfaltate le strade e costruiti dei prefabbricati per i nomadi e per i gestori del campo. Terzo obiettivo: cascina Bargiate, insediamento di 200 persone al confine tra Milano e Pioltello. La situazione è complessa: il campo è in stato di degrado, inoltre mentre sul confine con Milano è delimitato da una ferrovia, dal lato di Pioltello non ci sono barriere e i nomadi girano liberamente con tutti i rischi connessi».
Altri interventi?
«Il campo nomadi di Vaiano Valle e l’imminente sgombero del Marchiondi».