«Amo troppo le mie borse Sono come dei gioielli»

MilanoOre 20, hotel Bulgari, Milano. Dal padiglione trasparente posizionato in modo strategico nel mezzo del giardino dell’albergo, spunta Julianne Moore. È avvolta in un abito nero al ginocchio, con gonna a palloncino, la vita strizzata in una cintura: «Anche stasera vesto Chloé, una delle mie stiliste preferite, ma naturalmente gioielli e borsa sono di Bulgari». La borsetta che porta in mano con disinvoltura è una delle nuove Chandra Bag della maison. E non poteva essere altrimenti, dato che la star americana ora sugli schermi nel film di Tom Ford è stata scelta da Bulgari come testimonial della campagna di questa «it bag». Ieri sera nell’hotel della maison è stata presentata la collezione di Chandra per il prossimo inverno. E poi dieci pezzi unici ispirati ad altrettante capitali mondiali, le Chandra City, che andranno all’asta per aiutare i bimbi di Haiti in collaborazione con Save the Children. La Chandra si arricchisce di ricami, tessuti e pietre preziose per rievocare lo spirito di diverse città, fra le quali anche Milano e Roma. Ma ora è Julianne Moore, splendida 50enne con 48 pellicole e quattro nomination all’Oscar nel curriculum, a catalizzare tutta l’attenzione.
Signora Moore, lei che è un’attrice di fama internazionale e ora, con Bulgari, anche un’icona fashion, ci spiega che legame c’è fra il mondo della moda e quello del cinema?
«Un legame fortissimo da sempre lega queste due realtà. Il mondo del cinema è molto interessante e ricco di storie, stili e suggestioni, tanto che molti stilisti fanno riferimento ai film di oggi e di ieri per trovare ispirazione. E nel cinema, i designer continuano a trovare storie e personaggi, e poi riescono a tradurli in splendidi abiti».
Ha recitato in «A Single Man», il film opera prima di Tom Ford. Come si è trovata con lui sul set?
«Io avevo già lavorato con lui, sia quando disegnava per Gucci, sia quando poi ha iniziato a disegnare per Yves Saint Laurent, ma devo dire che lavorare con Tom come regista è stata un’esperienza meravigliosa. E molto interessante. Perché lui oltre a un bravo designer è anche un bravo regista… ».
È la testimonial della nuova borsa «cult» di Bulgari: che significato ha la borsa per una donna?
«Per una donna la borsa è l’estensione della personalità… perché la metà della vita di ogni donna è racchiusa dentro questo pratico oggetto dei desideri. Per me che vivo a New York, poi, la borsa è fondamentale: non potrei vivere senza».
Cosa c’è nella sua borsetta di solito?
«Un’infinità di cose! Dal telefonino, al make up… E spesso ci infilo anche un paio di scarpe, perché quando sei costretta a girare molto, è meglio essere previdenti».
Come ha trovato Milano?
«È la mia prima volta in assoluto a Milano, e quindi anche la mia prima volta per la fashion week milanese, ma devo dire che questa mattina ho girato un po’ a piedi, e mi è piaciuta moltissimo, soprattutto piazza Duomo. Ho persino chiamato i miei due figli per dir loro che ero in una città fantastica».
I suoi bambini dove sono? Li porta mai con sé?
«Sono rimasti a casa, ma sto pensando che la prossima volta che verrò in Italia li potrei portare con me. Piacerebbe moltissimo anche a loro… ».