Amore e Psiche, l’«eterno duetto»

Amore e psiche è la traccia di un nuovo weekend cinefilo. Sull’ambiguità, l’immaginazione sfrenata, lo sfasamento temporale e l’affastellarsi di piani narrativi che mescolano sogno e realtà, David Lynch ha costruito gran parte del suo cinema. Un’arte suggestiva e ipnotica che con Inland Empire - L’impero della mente (durata 3 ore) aggiunge nuove coordinate (e rinnovati stati di coscienza) all’esplorazione degli abissi mentali. Il plot, ostico da raccontare, ruota intorno alla realizzazione del film Il buio cielo del domani, remake mai ultimato ispirato a un’oscura leggenda di zingari polacchi (gli attori furono assassinati prima dell’ultimo ciak), che Hollywood è decisa a produrre: sul set però aleggiano strane presenze che turbano la protagonista. Nel cast Laura Dern, Jeremy Irons, Justin Theroux e Harry Dean Stanton (Fiamma, Giulio Cesare, Greenwich, Ugc Parco Leonardo).
Corpi e menti in primo piano anche in Complicità e sospetti di Anthony Minghella, raffinato dramma del cuore con incluso disagio socio-esistenziale. Un abile architetto del paesaggio (Jude Law) trasferisce il suo studio nel popolare quartiere di King’s Cross, Londra, ma entra in crisi con la sua compagna (Robin Wright Penn), moglie annichilita e madre di una tredicenne con problemi comportamentali. Il menage sfiora la deriva quando l'uomo, dopo l’ennesimo furto in ufficio, rintraccia uno dei teppisti: è un giovane bosniaco, figlio di una rifugiata di Sarajevo (Juliette Binoche) decisa a compromettersi pur di salvarlo (Eden, Holiday, Intrastevere e, in originale, al Nuovo Olimpia).
Siete donne in carriera e in crisi sentimentale? Pianificate una bella vacanza all’estero, magari scambiando il vostro cottage con una villa hollywoodiana: potreste trovare l’anima gemella. Succede nella commedia di Nancy Meyers L’amore non va in vacanza. Complice una trama al miele sostenuta da un ottimo cast - Cameron Diaz, Kate Winslet, Jude Law, Jack Black e Eli Wallach -, la commedia alterna momenti comici ad altri seriosi per descrivere la confusione delle trentenni divise tra la voglia d’emozione e le pulsioni carrieriste (in 15 sale e in originale al Metropolitan).
Storie di vendetta che puntano sull’ambiguità e la manipolazione psichica prendono corpo con l’horror Hannibal Lecter - Le origini del male di Peter Webber e il thriller La voltapagine di Denis Dercourt. Nel primo si svela il trauma infantile subito dal celeberrimo personaggio partorito dalla fantasia di Thomas Harris; il secondo affronta il tema della rivalsa sociale tra una celebre pianista (Catherine Frot) e la sua fida voltapagine (Déborah Francois) (Intrastevere, Mignon).