Amore per la famiglia rispetto per le donne

Quanti, in occasione del bicentenario della nascita dell'Eroe dei due mondi, si saranno chiesti della sua vita privata, dei suoi hobbies, dei suoi amori per la famiglia e per le donne, dei suoi desideri più reconditi? Personalmente, tanto era la mia curiosità di conoscerlo più a fondo, che mi sono recato a Caprera e alla Maddalena. Qui ho scoperto notizie inedite e documenti di questo personaggio ancora fortemente impresso nel cuore degli abitanti del luogo. «Papà fu il mio primo maestro- affermava Clelia parlando dell'astronomia. Mi portava spesso all'aperto… nelle belle serate, dopo cena, quando il cielo era illuminato dalla luna e cosparso di stelle ci mettevamo a sedere su di una scogliera vicino casa. Lì papà mi insegnava a leggere nel cielo. Il suo astro prediletto era Arturo; io, invece, avevo una spiccata simpatia per Sirio. Mi piaceva la sua luce. Ma la cosa che mi sorprese di più in quel periodo, 1878, fu l'apparizione di una cometa. Era bassa sull'orizzonte e sembrava volesse toccare la Corsica, con la stella a levante e la coda luminosissima a ponente…». Garibaldi amava molto i suoi figli; per Manlio desiderava ardentemente un futuro presso l'Accademia Navale. Solo dopo la morte dell'Eroe il giovane scriverà a Ricciotti: «Dopo la morte di papà mi preparo all'Internazionale di Torino per entrare all'Accademia Navale». Ricciotti ne fu orgoglioso. Anche per Teresita, Garibaldi nutriva un affetto speciale. Alla gioia delle giornate trascorse coi figli a Caprera univa il dolce ricordo di Anita, della quale conservò una ciocca di capelli fino alla morte, dopo averne donati una parte alla madre lontana. Il rapporto di Garibaldi con l'altro sesso non si esaurì affatto con Anita: se da un lato le donne di ogni nazionalità furono irresistibilmente attratte dall'influenza magnetica di Garibaldi, dall'altro egli ebbe il massimo rispetto per esse, apprezzandone la bellezza interiore forse ancor più di quella fisica.