«Amore impossibile» per Bolle e Zakharova

Al Piermarini torna «La bayadère». Il ballo tardo-romantico entrato alla Scala nel'65 assieme al Royal Ballet e alla coppia Fontey-Nureyev e inserito nel repertorio nel'92 da Natalia Makarova, la stella del Kirov transfuga in occidente nel'70, dopo Nureyev e prima di Baryshnikov. Una che ha fatto del grande repertorio russo, da vivere in prima persona o da divulgare, un ubi consistam. Anche la versione che torna al Piermarini (domani, ore 20) esce dalle sue mani che ripristinano il quarto atto eliminato dagli ukase del realismo post-rivoluzionario e consegnano la partitura di Minkus alla revisione di John Lanchbery. La storia del prode Solor che ama oltre la morte la bajadera del tempio, è inserita in un trionfo d'orientalismo di maniera (scene di Pierluigi Samaritani e costumi di Yolanda Sonnabend). Sfilano placidi Buddha, bramini, idoli, monti specchiati in acque misteriese, pavoni. Collocato sulla fragile spartiacque che separa gusto e non gusto, romanticismo e sgretolamento decadente, fiaba edificante e improponibile feuilletton, Bayadère affida l'esito a allestimento e interpretazione. Punto di forza ne è l'atto bianco, con la sua teoria di ombre che, evocate dall'oppio di Solor, entrano lunari a una a una formando una surreale serpentina di arbesque ammorbiditi dal panché. In primo cast la bajadera Nikiya è Svetlana Zakharova, a sua volta nome di punta del Kirov di San Pietroburgo abbandonato di recente per il Bolshoj di Mosca a causa, dice, dell'autoritarismo di Makhar Vaziev. Lo stesso che, pare in rotta di collisione con il direttore generale del teatro sanpietroburghese Valery Gergev, ha recentemente lasciato il Mariinskiji e da poco è stato nominato direttore del Ballo della Scala. Compagnia alla quale, se guardiamo ai suoi 13 anni di Kirov, darà certo una svolta in fatto di qualità. Non pare inutile ricordare la singolarità dell'onorevole bayadera Svetlana Zakharova, divenuta étoile della Scala un anno fa negli stessi giorni in cui veniva eletta alla Duma di Putin. Se non esistono parole per la bellezza e la bravura del deputato Zakharova versione danzatrice (lunghe linee trasperenti, punte d'acciaio, braccia sorrette dall'aria, classe, nobiltà) non le è da meno Bolle-Solor. Ogni volta più completo ed espressivo nel volto come nel corpo modellato sui canoni di bellezza codificati dai greci (oltre che atletico, e l'altezza non è amica della tecnica accademica), che sa sciogliere con incredibile morbidità e eleganza ogni nodo virtuosistico. Un danzatore che, quanto al classico, dà davvero dei punti a tutti confermandosi il top dell'orbe. Un «numero uno» bersagliato dai media cui va anche il merito di non essersi montato la testa: tutti si dicono felici di lavorare con lui.
L'orchestra della Scala è diretta da Philip Ellis.
La bayadère
Roberto Bolle- Svetlana Zakharova
Teatro alla Scala, ore 20
Da domani al 31 dicembre