Amore tra menzogna e riscatto

Il tema della menzogna e del possibile riscatto sono al centro di «Un uso qualunque di te», romanzo di Sara Rattaro, genovese di 37 anni, due lauree (in Biologia e in Scienze della Comunicazione) informatore farmaceutico e scrittrice per passione. Tanto da arrivare a pubblicare con la casa editrice Giunti una storia che, tra richiami cinematografici e belle intuizioni narrative, si snoda veloce e intensa, grazie a una notevole capacità di scrittura. La protagonista, nemmeno troppo simpatica di primo acchito, è una donna. Rovesciando i cliché del lui scaltro e manipolatore, qui la bugiarda è lei, moglie e madre, che prima trascinata dai sentimenti, poi solo per storie di sesso, vive da anni come se non avesse responsabilità né legami sinceri. Perché Viola ama solo se stessa.
La vicenda che la cambierà per sempre arriva, come spesso accade nella vita, all’improvviso come una finestra che si apre per una folata di vento e ci coglie vulnerabili. La bufera coinvolge gli affetti più cari, a lungo messi da parte, di certo traditi ma non perduti. La verità arriva in un corridoio d’ospedale, Viola non può più sfuggire alla verità, e nemmeno gli altri. Intenso il personaggio del marito Carlo, sincero fino a diventare patetico, un uomo da tradire con il corpo e con l’anima, perché tanto lui è la roccia che non si muove, non crolla mai. Un uomo normale, e dunque banale. Bastano pochi elementi, una manciata di personaggi e in un continuo flash back, tra l’oggi devastante e l’ieri ormai immodificabile, l’autrice ci racconta come siamo arrivati a questo punto e ci fa intuire che Viola ha già deciso che in qualche modo il suo destino è ancora nelle sue mani. Come sempre, anche se non è quello che lei avrebbe immaginato.
«Un uso qualunque di te», Giunti editore, 202 pagine, 12 euro. Disponibile anche in versione e-book