Per amore del parapendio «convolano» a nozze

Annarita e Mauro sposi sui cieli di Frosinone. A officiare il rito un consigliere comunale appassionato di volo

Igor Traboni

Più che sussurrarlo, come nelle migliori cerimonie nuziali, il «sì» hanno dovuto urlarlo, per infrangere il sibilo del vento e per farsi sentire da un... parapendio all’altro. E già, perché Annarita Fagotto e Mauro Verro, 37enne veterinaria e residente a Roma lei, 42enne originario di Artena insegnante di filosofia a Colleferro lui, hanno deciso di celebrare il matrimonio a mille metri d’altezza, librati nell’aria, mentre volteggiavano con i parapendii, assieme ad un nugolo di amici, compreso Gianguido Romolo, consigliere comunale a Serrone, delegato dal sindaco del paesino ciociaro a officiare il rito civile.
È la prima volta nella storia che un matrimonio viene celebrato in questo modo, ma Annarita e Mauro hanno voluto suggellare la loro unione proprio come si erano conosciuti, un paio di anni fa. Entrambi erano infatti saliti sulla pista di volo di Monte Scalambra, nel cuore della Ciociaria, per esercitarsi con il parapendio, sport di cui sono grandi appassionati. Tra un volo e l’altro, è scoccata la scintilla e così, quando hanno deciso di unire le loro vite per sempre, farlo a bordo di un parapendio è stata per loro la cosa più naturale del mondo. Qualche difficoltà, a dire il vero, c’è stata, ma solo di ordine meteorologico: il lancio nuziale, infatti, è stato ritardato fino al tardo pomeriggio, a causa del forte vento. Una volta in volo, mentre il consigliere comunale Romolo (manco a dirlo, anche lui grande appassionato di parapendio) urlava le frasi di rito e gli sposi rispondevano con il fatidico «sì», non c’è stato verso di riuscire a scambiarsi gli anelli e tantomeno il canonico e appassionato bacio, visto che il vento non ha permesso ai parapendii della coppia di avvicinarsi più di tanto. Annarita e Mauro sono rimasti un’altra mezzora a volteggiare in cielo, prima di scendere dai mille metri ai circa 300 metri della pista del paese di Serrone e lì, in mezzo ad un prato, circondati dagli amici, anche loro appena scesi col parapendio e con ancora indosso le caratteristiche imbracature necessarie per il volo, hanno ratificato il «sì» pronunciato tra le nuvole, con la formula ripetuta davanti all’ufficiale di stato civile e la classica firma sul registro.
«È un giorno che non dimenticheremo mai - ha raccontato poi l’emozionatissima sposa - peccato per quel vento che si è messo di traverso all’inizio, ma poi siamo riusciti a decollare e appresso a noi anche i nostri amici, a gruppi di due o tre. Quando ci siamo conosciuti, io facevo parapendio da appena un anno, Mauro già da quattro, ma la passione per il volo era autentica in tutti entrambi e così abbiamo deciso di sposarci in questa maniera». Il matrimonio ha peraltro concluso un intenso fine settimana di manifestazioni nel piccolo ma caratteristico paese della Ciociaria, da oltre vent’anni sede di uno dei migliori e più attrezzati siti per il parapendio di tutta Italia. Gli sposi, comunque, resteranno in zona ancora per un po’ di tempo, per godersi altri voli, prima di partire per la luna di miele. Per la cronaca, andranno in Turchia, ma stavolta non in parapendio.