«AMORE», QUANDO VINCE LA SOLIDARIETÀ

È un coro generale. Non solo la conduttrice, gli autori, i testimonial, i portavoce delle onlus; perfino il rappresentante di Raiuno. Tutti d'accordo. I risultati di Amore - il programma di Raffaella Carrà che, dalla sua conclusione ad oggi, ha avviato 90.000 adozioni a distanza di bambini in oltre 70 paesi del mondo - sono tali da giustificare un ritorno dello show. «Non è stato solo un programma - commenta Antonello Venditti, testimonial dello spettacolo - ma un esempio di civiltà e di buona tv». «Ho ancora la pelle d'oca, se penso al bene che ha fatto questa trasmissione», commenta un altro collaboratore dello show, Mike Bongiorno. «Amore è stata la più grande emozione della mia carriera - fa eco Paolo De Andreis, di Raiuno - mi ha insegnato che vuol dire fare servizio pubblico». Tutto bene, dunque? Non proprio. Al momento di tracciare il bilancio delle iniziative che la Carrà ha tenuto a battesimo, c'è la soddifazione di Donatella Ceralli, portavoce delle quindici onlus selezionate dal Segretariato Sociale della Rai per coordinare le richieste dei telespettatori («A mesi dalla conclusione di Amore le richieste di adozioni non accennano a diminuire»); ma c'è anche l'amara ammissione di De Andreis: «In questi tempi di ascolti in crisi, sarà molto difficile che la Rai possa rifare Amore. Chissà: staremo a vedere». Gli inesorabili calcoli di share, infatti, ricordano che, pur esemplare sul piano sociale, Amore ha risposto solo in parte alle esigenze degli ascolti. E venne chiuso con due puntate di anticipo, fermandosi a otto invece delle previste dieci. «A parte il fatto che a volerne fare dieci fu Raiuno, mentre io ne avevo proposte otto - puntualizza la Carrà - perché Amore funzioni bisogna che ci si creda fino in fondo. E io non ho avuto questo tipo d'appoggio». La polemica che l’ha contrapposta al direttore di Raiuno Del Noce, insomma, ancora non si è sopita. Ma proprio da essa dipende il futuro di Amore. «Da allora Del Noce non l'ho più né visto né sentito. Rifare Amore non dipende da me, ma da lui, quindi bisognerebbe chiedere a lui. Il problema è che io dovrei sentire nel direttore la stessa convinzione che ho io. Mentre invece Del Noce, non ci crede abbastanza». Dal canto suo, il vicepresidente della Commissione Europea, Franco Frattini, appoggia il sogno di Raffa: «Si potrebbe allargare l'appuntamento televisivo di Amore ad una dimensione europea. Non sono certo io a poter dire alla Rai cosa dovebbe fare. Ma certo programmare ancora Amore sarebbe un'idea vincente».