Un amore sensuale e delicato come «Seta»

Evanescente il film romantico tratto dal romanzo di Baricco. Il produttore Procacci: «Ci sono voluti dieci anni per portarlo sullo schermo»

da Roma

Etereo e delicato, quasi evanescente. Seta-il film è proprio come Seta-il libro. Il regista François Girard non fa fatica ad ammettere che ha subìto il peso letterario di Alessandro Baricco: «Io sono rimasto fedele alla scrittura. Poche cose sono state aggiunte o tolte da quelle presenti nel libro». Sembrerebbe un idillio ma il percorso è più complesso. Seta - il libro, che ora esce in una nuova edizione per Fandango Libri, è del 1996. Tradotto in 30 lingue diventa un bestseller internazionale grazie al passaparola delle lettrici sedotte dalla capacità affabulatoria del fascinoso Alessandro Baricco qui in versione super romantica. Il produttore Domenico Procacci ne acquista i diritti ma, spiega, «ci sono voluti dieci anni per portarlo sul grande schermo tanto che Alessandro era abbastanza sfiduciato perché non si trovava il regista». Più che altro non c'erano i soldi visto che la storia del bel giovanotto Hervé Jouncour, che nella Francia della seconda metà dell'800 si trova a dover viaggiare fino in Giappone ad acquistare i bachi da seta, presupponeva costumi, set e location non proprio economici.
In dieci anni Procacci riesce a mettere insieme uno stuolo impressionante di case di produzione tra l'Italia (numerosi gli attori nostrani che appaiono quasi di sfuggita), il Canada e il Giappone. Così Seta-il film, presentato nella sezione Premiere della Festa dopo la prima a Toronto, arriva venerdì in più di duecento sale, distribuito da Medusa, nel tentativo di far sciogliere i cuori del pubblico di fronte al bel protagonista (interpretato dal biondo e diafano Michael Pitt, l'attore di The Dreamers di Bernardo Bertolucci e di Last Days di Gus Van Sant) diviso tra l'amore per la perbene e dolce Hèléne (Keira Knightley) e quello per la classica esotica e misteriosa donna giapponese.
Ricorda il regista, che a teatro ha già portato Novecento sempre di Baricco: «Mi sono innamorato del libro come lettore e come cineasta ho visto il suo grande potenziale perché Seta presenta situazioni quanto mai cinematografiche. Quello che più mi ha colpito è il grande equilibrio tra l'intimità dei personaggi e l'aspetto epico del viaggio».
E a chi gli chiede conto del perché non abbia rispettato la «visceralità e la carnalità anche animale» delle parti erotiche del libro risponde: «Mi sono tenuto molto vicino a queste scene cercando di rendere più l'aspetto sensuale che quello della sessualità animale che francamente non ho letto». E, comunque, ci tiene a precisare che su tutto il progetto c'è stata la benedizione dell'Autore: «Alessandro mi ha appoggiato e mi ha lasciato totale libertà. Ha dato consigli ma non ha mai interferito».
Baricco il film l'ha visto ma per conoscere il suo pensiero bisognerà aspettare l'incontro di oggi in programma al Mini Lounge dell'Auditorium. Così alla fine alla conferenza stampa di Seta c'era solo il regista. Dell'assenza di Keira Knightley si sapeva mentre a sorpresa Michael Pitt ha perso un volo da Londra ed è giunto solo in serata per la passerella. Da Toronto però la protagonista della saga dei Pirati dei Caraibi aveva avuto modo di parlare del suo personaggio: «Lei è buona in modo quasi inverosimile e offre al protagonista amore assoluto e incondizionato, senza mai confrontarsi, dirglielo, ammetterlo. Io non ne sarei capace». Mentre Michael Pitt s'è dovuto oltremodo sforzare visto che il suo personaggio quasi non ha dialoghi: «È stata una grande sfida perché esprimere delle cose senza dirle è molto complesso e c'è il rischio che il pubblico non le noti». Ciò che invece non passerà inosservata è la sua estenuante voce fuori campo.