Amt, 300 denunce per chi «falsifica» gli abbonamenti

Tanti tagliandi agevolati sono frutto di documenti non in regola: l’azienda promette controlli

(...) un’abitazione. Un quesito che rivolgiamo - inspiegabilmente senza risultato alcuno - all’assessore comunale alla Città Solidale, Paolo Veardo. «Non ne ho proprio idea - dice -, bisognerebbe chiederlo ai servizi sociali», come se fossero uffici che non fanno parte della sua delega.
La realtà è che a voler vederci chiaro è anche l’Amt che sui 50mila abbonamenti a tariffa agevolata perde qualcosa come 8 milioni all’anno di mancati ricavi a fronte di due milioni e mezzo di euro che il Comune versa all’azienda per i «costi della socialità».
E se quarantamila di questi abbonamenti sono correttamente consegnati a non vedenti, invalidi del lavoro e civili e pensionati della fascia sociale, sugli altri diecimila forse ci sarà da rivedere qualcosa. «Dobbiamo discutere su come regolare questa partita in cui l’Amt non riesce a coprire i costi - spiega l’assessore comunale al Traffico, Arcangelo Merella - se ci sarà un’interrogazione in consiglio comunale, i dati su chi sono coloro ad aver titolo a questi abbonamenti bisognerà trovarli».
Intanto un giro di vite arriva anche sulle false certificazioni dei redditi che hanno portato l’Amt a presentare già trecento denunce contro altrettanti pensionati che hanno falsificato i documenti sui redditi. Infatti tra i diecimila abbonamenti agevolati oltre a quelli per disabili psichici che frequentano corsi di riabilitazione, non vedenti e mutilati con invalidità, ci sono anche quelli per i pensionati della fascia sociale che dichiarano un reddito individuale non superiore ai 7.074 euro annuali (se coniugati il limite sale a 11.953 euro).
«L’azienda - dicono all’Amt - vuole chiarezza anche perché, come si diceva, la quota di mancati ricavi per il bilancio ammonta a 8 milioni di euro. Per questo motivo oltre la lotta ai portoghesi verrà proseguita con forza anche quella alle false certificazioni che hanno già portato a trecento denunce».
Beppe Costa ha presentato un’interrogazione con risposta scritta e chiede chiarezza. «Vogliamo vederci chiaro - dice - anche perché gira voce che molti abbonamenti gratuiti siano concessi a nomadi ed extracomunitari. Ora mi chiedo se sia questa la politica di un Comune che colpisce i pendolari e avvantaggia sempre certe categorie».
Intanto, dal primo novembre, salire sull’autobus costerà più caro e il biglietto sarà venduto a un euro e 20. Anche per gli abbonamenti annuali che costeranno 335 euro, l’aumento sarà del 20 per cento (anche se - dicono all’Amt - viaggiare costerà sempre meno di un euro al giorno) abbonamenti. Per i gruppi di tre persone è stato studiato un biglietto integrato Amt-Trenitalia, valido 24 ore a sette euro. Mentre il nuovo biglietto del Volabus, a quattro euro, aumenta la durata, estesa a 24 ore, e sarà valido su tutta la linea. Confermato l’abbonamento annuale già preannunciato per i residenti a Genova fino ai 26 anni a 200 euro.