Amuleti nella rete del pescatore: «strega» si costituisce

Che quella giornata di pesca fosse... stregata l’aveva già capito da qualche «lancio» infruttuoso. Ma quando il pescatore ha tirato su quel sacchetto pieno di candele, strani amuleti, una maglietta nera con disegni inquietanti, si è sentito mancare.
La polizia, avvertita dell’insolito ritrovamento, si è messa in allarme e la notizia ha fatto il giro della Spezia in men che non si dica: il mare davanti a molo Italia non dava più orate e branzini, ma resti di messe nere.
La questione era arrivata anche sulla scrivania del capo della digos. La faccenda iniziava a scottare. Perché l’entroterra spezzina è da tempo teatro di strani riti, ma finora nessuno si era spinto a celebrare macabre usanze addirittura in mare. L’indagine si era fatta anche serrata, maledettamente complicata, i soliti canali confidenziali, le consuete procedure da seguire non riuscivano a imprimere una svolta. Tutto troppo difficile. E infatti sarebbe stato impossibile per gli investigatori trovare la soluzione al giallo se non si fosse «costituita» la... strega.
Una spezzina di cinquant’anni, con il capo chino per i sensi di colpa, ha chiesto e ottenuto udienza in questura. «Sono io quella che cercate... ma non è come credete voi». Sì, le candele, la maglietta nera con i disegni e tutto il corredo da messa nera l’aveva buttato lei in mare. E lo aveva effettivamente fatto al termine di un rito magico. Ma era magia bianca. Insomma, una funzione a fin di bene. Lei voleva solo che il suo compagno fosse un po’ più fedele, un po’ più innamorato di lei. Nessuno spillone da infilzare, nessun rito woodoo.
Solo tante pene d’amore e l’ultima speranza riposta in un libro, un prontuario della strega fai-da-té, il manuale delle casalinghe aspiranti Winx. Alla digos la donna ha mostrato anche il volume: «Iniziazione alla magia». Cioè tutto quello che gli Harry Potter del Golfo dei Poeti devono sapere prima di buttarsi dalla finestra a cavallo della scopa convinti che i flap di saggina tengano in volo.
I poliziotti hanno messo a verbale tutto, persino le convinte spiegazioni della fattucchiera di molo Italia, che ribadiva come sulla maglietta nera del suo amato avesse disegnato una stella di Davide e scritto i nomi di Messia, Adona, Manuel, Erigon, perché sono angeli buoni e lei contava su di loro. A quel punto gli stessi investigatori si sono convinti a chiudere il caso con una semplice predica. La messa nera è finita.