Anafora

È sempre stato così. Una finestra aperta
sullo stormo dei gabbiani all’alba. Il mare
rigato dalle rotte di inquieti capitani
perduti nel tessuto di schiuma e di scirocco
di chissà quali leviatani.
È sempre stato così. La luna e il canto.
I ragazzi intorno al fuoco, i riflessi della notte
sui manubri nichelati delle moto.
Le parole che trattengono tracce della selva
consegnata alla segheria.
È sempre stato così. Una stanza con il gatto,
la tv accesa dall’altra parte della strada,
i libri, i ricordi, un ragno sopra il lavandino,
nelle crepe della penombra
la disadorna bellezza di una donna
e la coscienza.