Analfabeta e sordomuto, niente carcere

Evase dai domiciliari. Il giudice: non poteva leggere il divieto

Non sempre la cultura aiuta, anzi. Ne sa qualcosa un giovane milanese di 25 anni che, proprio perché analfabeta, è riuscito a evitare la cella. Il giudice lo ha infatti assolto, in quanto incapace di leggere le restrizioni previste per gli arresti domiciliari, ai quali era confinato. «Non poteva immaginare l’esistenza del divieto di uscire di casa non essendo in grado di leggere nessun atto del tribunale, né di farsi comprendere dai suoi interlocutori perché sordomuto» ha sostenuto al processo il suo avvocato. E così il giudice fatte proprie le circostanze sostenute dalla difesa, ha assolto Marcello B. per insufficienza di prove, evitandogli le sbarre di San Vittore.
Era destino che il giovane che abita a Milano, prima o poi finisse nei guai. Afflitto sin da piccolo dalla sua disabilità, non aveva frequentato le scuole, nemmeno quelle per sordomuti che gli avrebbero almeno consentito di imparare a leggere e a scrivere. È cresciuto così in una condizione di analfabetismo, aggravata dalla suo stato, riuscendo ad esprimersi soltanto a gesti. Maturato in strada in mezzo a compagnie di giovani difficili, è finito qualche volta nei guai per piccoli reati. E recentemente si trovava agli arresti domiciliari per una vicenda di ricettazione: qualche motorino rubato che lui aveva in custodia con funzioni di magazziniere.
Durante uno dei soliti controlli di polizia, gli agenti non l’avevano trovato in casa e pertanto nei suoi confronti era scattata anche la denuncia per evasione. Reato che lo avrebbe portato direttamente (...)