Anarchici in cattedra per far deragliare il treno del Terzo Valico

Paolo Bertuccio

Sono scesi dalle montagne al mare con gli scarponi, i maglioni di pile e lo zaino Invicta che fa tanto neo-hippy. Dalla val di Susa in Liguria per salire in cattedra e spiegare la lotta, raccontare storie di manganellate e piantonamenti, insegnare ai genovesi «resistenti» come si fa ad opporsi alla costruzione di una grande opera come la linea ferroviaria ad alta velocità. Perché ormai lo sanno anche i gatti che la realizzazione del Terzo Valico dei Giovi, indispensabile alla nascita di una nuova linea Genova-Milano, incombe. E allora i movimenti che hanno sempre visto questo scenario come il peperoncino negli occhi capiscono di doversi organizzare. Prendendo ad esempio coloro che, in una situazione analoga, hanno dato vita ad una delle battaglie di opposizione popolare più dure e drammatiche della recente storia italiana.
E allora eccoli, i nuovi partigiani, come loro amano definirsi. Tre fra i più agguerriti rappresentanti della lotta popolare anti Tav andata in scena lo scorso autunno, invitati venerdì sera dalle sezioni cittadine dei Cobas e dei Cub e dal Gruppo Libertario Genovese a tenere una conferenza nella sede del Dopolavoro ferroviario della stazione Principe. Con un repertorio di durissime accuse nei confronti della classe politica che partono dal governo e non risparmiano l'opposizione. Perché dalle qualifiche con cui si presentano (...)