Gli anarchici contro la «Bpi» Distrutti bancomat e vetrine

Un blitz in piena notte, obiettivo: le vetrate e il bancomat dell’agenzia della Banca popolare italiana (già Banca popolare di Lodi), in via degli Orefici, nel pieno del centro storico di Genova. Un gruppo di anarchici, rimasti ancora sconosciuti, ha compiuto un’«azione dimostrativa» che si è conclusa con pesanti danni alla filiale dell’istituto che fa riferimento a Gianpiero Fiorani ed è al centro in questi giorni del cosiddetto risiko bancario per l’acquisizione dell’Ambroveneto. A dare la segnalazione dell’atto vandalico è stato un cittadino svegliato, intorno alle 4 e 15, dal rumore delle mazze e delle spranghe contro i vetri. L’uomo, che aveva intravisto cinque individui col volto mascherato e le mazze in mano, ha subito avvertito la polizia. Gli agenti, arrivati alla banca, hanno trovato i vetri in frantumi e lo sportello automatico di emissione delle banconote lesionato. Ma non sono stati prelevati soldi, a conferma degli scopi prevalenti dell’azione: una protesta con motivazioni politiche. Sul muro della banca, del resto, è stata scritta, con bombolette spray nere, la frase «Azione diretta contro i padroni e gli sbirri», seguito dalla A cerchiata di Anarchia.
Secondo gli inquirenti, pertanto, il gesto potrebbe essere un atto dimostrativo per protestare contro l’arresto di un anarchico operato dalla polizia due settimane fa. Meno plausibile, invece, la motivazione del gesto in relazione alle vicende (e alle polemiche) che collegano la Banca popolare italiana alla «scalata» all’Ambroveneto e hanno portato, fra l’altro, alla momentanea sospensione di Fiorani dalla gestione dell’istituto.
Le indagini per scoprire l’identità degli autori dell’atto vandalico sono affidate agli agenti della polizia scientifica e della Digos.