Anastacia, il rock della «tigre bianca» appassiona i fan

Doveva cantare domani allo stadio di Como, ma all’ultimo momento la star si è spostata a Villa Erba di Cernobbio

Luca Testoni

Rapiti dalla estensione e dal timbro squillante della sua voce, sono in molti a considerarla la «nuova Tina Turner». Specialmente dalle sue parti, negli Usa. E lei, Anastacia, 32 anni a settembre, pelle bianca, anzi bianchissima, ma venature vocali black, che ricordano alla lontana l'indomabile «Tigre del rock'n'roll», non può fare altro che esserne lusingata e ringraziare.
Sexy il giusto, brava e simpatica, la signorina di Chicago (ma è cresciuta a New York al seguito di una mamma attrice di musical) atterra domani sera - non più allo stadio Sinigallia di Como, bensì a Villa Erba a Cernobbio (ore 21, ingresso 40,30 euro) -, per uno show cantato, ballato e ad alto tasso di spettacolarità, inserito a pieno titolo nel cartellone della rassegna lariana The Rhythm of the Lake.
Tre album alle spalle e più di una decina di milioni di dischi venduti, l'ex aspirante starlette di un programma di Mtv America ha debuttato nel 2000 ed è esplosa poi come fenomeno di livello internazionale in virtù di un repertorio che poggia sulla facilità e l'immediatezza delle melodie e su un sound in bilico tra soul, pop e rock. Che ha provato a sintetizzare coniando un improbabile neologismo: «sprock».
Voce a parte, c'è un altro aspetto che la distingue da molte altre colleghe-rivali popstar: al contrario di Britney Spears, Christina Aguilera, Mariah Carey e compagnia cantante, l'estrosa bionda star tascabile (160 centimetri secondo i soliti, maliziosi, ben informati) i pezzi se li scrive da sé.
Il successo della vocalist ha avuto anche contorni extramusicali: nel gennaio di due anni fa, infatti, Anastacia (che di cognome fa Newkirk) ha annunciato pubblicamente di avere un tumore al seno (e in gioventù aveva già sofferto di una rara malattia all'apparato digerente...). Chi la dava per spacciata, ha dovuto però ricredersi.
Dopo la bellezza di sette interventi chirurgici e una guarigione a tempo di record, la cantante è entrata nello studio di registrazione per realizzare quello che ha definito «un difficile viaggio creativo» e che si è tradotto nel terzo, vendutissimo disco (Anastacia), inciso nel 2004 sotto la guida attenta e protettiva di guru della produzione pop quali Glen Ballard, Dallas Austin e l'ex Eurythmics Dave Stewart.
Da qui sono stati tratti singoli vendutissimi come Sick and Tired, Welcome To My Truth e, soprattutto, Left Outside Alone, celebre colonna sonora di uno spot di una nota compagnia di telefonia mobile e hit di punta del suo repertorio unitamente a I'm Outta Love, il brano che l'ha imposta all'attenzione del grande pubblico, ormai più di cinque anni orsono.
Un lieto fine sorprendente, ma nemmeno troppo. In fondo, era scritto nel suo nome: Anastacia in greco antico significa «colei che risorge», no?.
Ma la ragazza non è tipo da adagiarsi sugli allori. E ha disegnato per sé un futuro ricco di impegni e adrenalina in libertà. Dopo essersi concessa un duetto prima con l'ex Evanescence Ben Moody (il pezzo s'intitola Everything Burns ed è stato inserito nella colonna sonora di Fantastic Four) e poi con Ramazzotti (il risultato della collaborazione sarà inserito nel nuovo, imminente cd di Eros), una volta chiusa la seconda tournée in carriera, promette un «greatest hits» in uscita in autunno. E, già che c'è, anche il lancio di una linea personale di abbigliamento e profumi.