Anatomia dei crimini fascisti nel saggio del sestrese Antonini

Dal 1998 ad oggi Sandro Antonini, studioso di Sestri Levante con alle spalle un lungo e autonomo percorso di ricerca storiografica, ha dedicato al tema del fascismo in Liguria gran parte dei suoi lavori. Con De Ferrari ha pubblicato diversi saggi tra cui Catene al pensiero e anelli ai polsi: censura di guerra in Liguria 1940-1944, La Liguria di Salò e Storia della Liguria durante il fascismo, in tre volumi editi dal 2003 al 2006.
Questo nuovo studio si concentra su un preciso arco temporale che parte dall'8 settembre 1943, data dell'armistizio (firmato in realtà il 3 settembre a Cassible) e arriva al 25 aprile 1945, sigillo finale della guerra. E si sviluppa secondo una prospettiva singolare: l'obiettivo dell'autore non è puntato tanto sui fatti - che nondimeno sono oggetto di studio e fondamento del lavoro storiografico - ma sugli uomini.
Livio Faloppa, Vito Spiotta («parola livida, che voleva dire morti, torture, incendi»), Enrico Podestà, Giuseppe Righi, il commissario Giusto Veneziani, il generale Mario Carloni, il tenente Mario Cristiani, Silvio Parodi: nomi che segnarono la storia e in particolare la storia della Liguria, innalzando l'uso del terrore a regola di vita e potente mezzo di controllo sociale, in nome della «brutale amicizia» con i tedeschi.
Sfiora l'analisi psicologica Antonini, nel delineare i caratteri dei tre maggiori brigatisti che «attesero la nascita della Repubblica sociale per manifestare i loro indubbi istinti criminali, certamente preesistenti, ma che nell'humus creatosi con il reinsediamento di Mussolini crebbero e si radicalizzarono».
Alla descrizione dei tre (Spiotta, Podestà, Righi) riserva la prima parte del libro, compresa la cronaca della fucilazione avvenuta nel gennaio 1946. Grazie ai documenti custoditi dall'Istituto per lo studio dell'età contemporanea di Sesto S. Giovanni e dell'Archivio di Stato di Genova, ha ricostruito la storia della brigata nera «Silvio Parodi» e vi ha dedicato la seconda sezione. La terza, infine, riporta i processi ai collaborazionisti, in primis l'emblematico «Processo Spiotta» tenutosi a Chiavari nell'agosto 1945. Che la storia sia fatta dagli uomini è innegabile e ovvio, ma leggere centinaia di nomi, propri e di battaglia, rende quasi tangibile un concetto scontato.
Ampio spazio è dedicato anche agli uomini della resistenza: l'elenco degli effettivi della brigata partigiana «Coduri» (acerrima nemica della nera «Spiotta») e relativi distaccamenti, conta più di trecento nominativi e a scorrerli tutti sembra quasi di poter toccare con mano l'intricato caleidoscopio umano che è la storia.
È l'angolazione tutta incentrata sul fattore umano, il taglio inconsueto che Antonini ha dato a questo ultimo saggio, a renderlo originale, fruibile e vivo.
La «Banda Spiotta» e la Brigata Nera Genovese «Silvio Parodi»
Una anatomia dei crimimi fascisti: 1943-1945
De Ferrari Editore, Pagg. 207, € 18