Ancelotti agli arbitri:«Sbagliate bersaglio»

«Indulgenti con i giocatori, severi con quello che succede ai bordi del campo». Polemica con Moratti: «Calciopoli ha influito al 50 per cento»

da Roma

Un semplice gioco di fantasia. E così, almeno per ora, non ci sarà nessuna squadra del Vaticano. La marcia indietro del cardinale Bertone, segretario di stato della Santa Sede che aveva lanciato l’idea, chiude la porta alla suggestiva ipotesi. «Un’idea bella e affascinante», la riteneva Josè Saraiva Martins, prefetto della Congregazione delle cause dei santi a Roma. In molti già pensavano a sfide con le grandi del nostro campionato («ma sarebbe difficile competere con loro», aveva detto ancora Martins) o con le nazionali più blasonate del nostro continente.
Invece non ci sarà nessuna formazione a competere per scudetto o salvezza, nessuna rappresentativa nazionale, nè tanto meno un Giovanni Trapattoni allenatore nello Stato Pontificio. E allora lo studio di fattibilità compiuto dall’Uefa? «Li ringraziamo, ma è stato solo un atto di cortesia», risponde Bertone. E l’ok del massimo organismo del calcio europeo, pronto ad accogliere nella grande famiglia la squadra dello Stato Pontificio? «Nessuno ha intenzione di mettere davvero in piedi una squadra di calcio del Vaticano e io ho ben altro da fare», la nuova replica del cardinale.
Che dopo aver letto i giornali di ieri, ha fatto un repentino dietrofront spiegando in una lunga intervista a Radio Vaticana come è nata la notizia: «Ricordando il mio passato sportivo, anche la Cnn o una televisione turca che è venuta ad intervistarmi dopo il viaggio del Papa in Turchia, ha voluto farmi la domanda sulla squadra del cuore o su queste ipotesi. E quindi sono, direi, dei semplici divertimenti di fantasia che possono anche rallegrare, magari riempire qualche mezza pagina dei giornali. Però la verità è questa». Ovvero che la squadra del Vaticano, sia di club che nazionale, non vedrà la luce. Perchè l’impegno della Chiesa nello sport c’è, ma si riferisce - dice ancora Bertone - «alla pastorale e alla formazione dei giocatori delle associazioni sportive, pensiamo ad esempio al Csi, dei giocatori di ogni squadra, di ogni pratica sportiva, di ogni specialità dello sport, ai campi sportivi degli oratori, parrocchiali, salesiani, ai centri giovanili di tutto il mondo». Insomma una pastorale rivolta a «formare i giovani soprattutto all’autodisciplina, a crescere in umanità, a crescere anche sani nella propria personalità fisica, spirituale e morale».
Meglio dunque respirare il clima dilettantistico che si respira all’interno delle Mura: «Un bel numero di squadre che si confrontano - ha aggiunto Bertone - che occupano così, lietamente e fraternamente il tempo libero, che divertono anche i loro figli, i loro bambini o i loro parenti». In attesa che inizi il prossimo febbraio, dopo una sorta di calciomercato talare, la Coppa dei Sacerdoti.